Il sindacato Usi-Ait contro lo sgombero del campo rom
SERAVEZZA. «Mentre a Pietrasanta un gruppo di cittadini cerca di lavorare a favore dell’integrazione e della tolleranza in merito ai migranti, a Seravezza assistiamo a continui sgomberi contro i rom...
SERAVEZZA. «Mentre a Pietrasanta un gruppo di cittadini cerca di lavorare a favore dell’integrazione e della tolleranza in merito ai migranti, a Seravezza assistiamo a continui sgomberi contro i rom che da anni sono una realtà del nostro territorio». Ad intervenire a favore delle comunità rom e solidalmente con l’associazione Berretti Bianchi, è l’Usi-Ait Versilia. «Abbiamo già visto in passato – scrivono in una nota – che il problema non si risolve con queste azioni, anche perché la perseveranza dei rom è forte e di fatto ce li troviamo sballottati nelle nostre città. Serve un progetto congiunto di tutti i comuni limitrofi per porre fine a queste azioni razziste, del resto anche la legge regionale del 1988, dice che i comuni dovrebbero trovare aree apposite per le popolazioni di etnia rom, consapevoli che non è un’impresa facile».
A Seravezza la comunità rom è grande: basti pensare all’accampamento sotto il cavalcavia di Querceta – in passato – e più recentemente agli insediamenti in via Rotta dove alcune famiglie hanno sempre trovato riparo. Sono intorno a 15 gli sgomberi attuati fra l’ultimo mandato Neri e l’attuale amministrazione Tarabella. «Approfittiamo per esprime tutta la nostra solidarietà all’associazione Berretti bianchi che ad oggi è una delle poche organizzazioni che si spende per queste persone. Infine, auspichiamo che l’amministrazione guidata dal centro sinistra cambi rotta». Va anche ricordato che la giunta Neri insieme ai Berretti bianchi provò a mettere in atto un progetto che aveva previsto il rientro di alcuni rom in Romania e l’accoglienza dei restanti in Versilia. L’accoglienza in parte aveva anche funzionato ma Seravezza si trovò la sola amministrazione con il cerino in mano.
(t. b. g.)
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