Il lutto
Camaiore pronta a cercare un’azienda fuori da Reti Ambiente
CAMAIORE. O Sea o niente. È il messaggio che arriva da Reti Ambiente al Comune di Camaiore, da tempo ormai alla ricerca di un gestore del servizio rifiuti alternativo a Sea Ambiente. Tanto che è...
CAMAIORE. O Sea o niente. È il messaggio che arriva da Reti Ambiente al Comune di Camaiore, da tempo ormai alla ricerca di un gestore del servizio rifiuti alternativo a Sea Ambiente. Tanto che è andata a vuoto ogni ricerca promossa dal Comune tra le aziende di Reti Ambiente per l’affidamento del servizio in alternativa a Sea. Una partita da dieci milioni di euro - ricorda il sindaco Alessandro Del Dotto - che rischia seriamente di prendere una strada alternativa alla stessa Reti Ambiente, l’azienda che dovrebbe diventare gestore unico del servizio rifiuti per l’intera costa toscana, a patto che sciolga l’empasse in cui si trova ormai da troppo tempo.
«Ad oggi, scaduto l’ulteriore termine del 7 febbraio, l’unica offerta pervenuta rimane quella di Sea Ambiente del 20 gennaio scorso», sono le parole di Del Dotto. Che sottolinea: «Riteniamo quindi che Reti Ambiente abbia deciso che l’offerta fosse presentata solo da Sea Ambiente, unica azienda tra quelle del gruppo ad avere in corso un subappalto con una società, Sea Risorse, tra i cui soci figura un soggetto privato. Sea Risorse, lo ricordiamo, introita oltre il 50% della spesa relativa al servizio rifiuti che i cittadini di Camaiore pagano attraverso la Tari». Un privato che è quel Gruppo Del Pistoia presente in Sea Risorse con Biofertil ed Ecost.
La posizione del primo cittadino di Camaiore non lascia niente all’immaginazione: «Reti Ambiente ha operato per mantenere lo status quo, permettendo a Sea Ambiente di tentare di imporre unilateralmente le proprie condizioni. Valuteranno gli organi di controllo se questo comportamento ha rilevanza giuridica. Sicuramente è inammissibile nell’ottica del perseguimento dell’interesse pubblico tanto più che Reti Ambiente, azienda interamente pubblica di cui il Comune di Camaiore è addirittura socio, dovrebbe orientare la propria azione al soddisfacimento degli interessi dei cittadini».
In un quadro che Del Dotto riassume con una sola parola come «inquietante» perché quanto accaduto significa che «stanno stornando dei fatturati di un’azienda pubblica». I prossimi passi del Comune sono così riassunti: «Sarà affidato immediatamente un incarico per la redazione di un Piano tecnico economico che definisca quali sono i servizi necessari, e i relativi prezzi, a conseguire gli obiettivi prefissati (riduzione dell’indifferenziato, estensione del porta a porta a tutto il territorio, raggiungimento del 70% di differenziata entro il 2019, un programma serio e verificabile di spazzamento e pulizia della città). Una volta approvato il piano, Sea dovrà adeguarvisi e, nel caso in cui non accadesse, il Comune porrà in essere tutte le azioni autoritative del caso, dando corso ad una procedura d’urgenza, ai sensi del codice degli appalti, che coinvolgerà aziende esterne a Reti Ambiente». Del cui amministratore unico, Marco Frey, Del Dotto chiederà le dimissioni.
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