Toscana
Strage, stop al dialogo tra amministrazione e familiari delle vittime
L’associazione “Il mondo che vorrei” denuncia «le continue difficoltà» che si è trovata davanti in questi mesi
VIAREGGIO. Stop al lavoro di confronto con l’amministrazione comunale del sindaco Giorgio Del Ghingaro sui temi della sicurezza ferroviaria, con l’obiettivo di «porre la città di Viareggio capofila nella battaglia per la sicurezza del trasporto ferroviario merci pericolose». Perché l’associazione “Il mondo che vorrei”, nata per riunire i familiari delle vittime del disastro ferroviario di Viareggio - 29 giugno 2009, 32 morti - si arrivata a questa decisione lo spiega la nota diffusa ieri a firma del presidente, Marco Piagentini. Nella quale si legge: «È sempre stato nostro desiderio l’apertura del tavolo a tutte le forze politiche del consiglio comunale tale che, il tavolo fosse rappresentativo di tutta la città. Tuttavia, constatate le continue difficoltà che hanno impedito e impediscono il raggiungimento degli obbiettivi preposti, riteniamo opportuno impiegare il nostro tempo e le nostre energie in tante altre iniziative e progetti che ci vedono quotidianamente coinvolti su tutto il territorio nazionale».
Con l’obiettivo di sempre: maggiore sicurezza lungo i binari d’Italia, da ottenere partendo dalla strage di Viareggio «sia attraverso la partecipazione attiva nel procedimento penale, nel quale la città si è costituita parte civile, sia nella promozione di iniziative tese alla sensibilizzazione e alla presa di coscienza delle problematiche sulla sicurezza». Un lavoro avviato da tempo, che vede i familiari protagonisti di incontri con Enti e tecnici della sicurezza ferroviaria a tutti i livelli, e che li ha portati ad essere voce più autorevole lungo i binari d’Italia.
Quello deciso con la comunicazione di ieri è uno stop al confronto avviato e che ha rivelato le mancanze che hanno portato a questa decisione, ma uno spiraglio rimane aperto. E la “palla” ora passa all’amministrazione per una riflessione obbligatoria su cosa non ha funzionato e su cosa fare per riavviare il rapporto, ammesso che sia questa la scelta. L’intento dei familiari e dell’associazione “Il mondo che vorrei” è quello di «continuare a promuovere nella nostra città iniziative sul tema base del tavolo, ovvero “La ricerca della sicurezza in ferrovia e nei luoghi di lavoro”. Saremo lieti - conclude Marco Piagentini - di ospitare e di coinvolgere chiunque dell’amministrazione e del consiglio tutto sia interessato. Sarà nostra premura comunicare con anticipo la convocazione, che avverrà presso la nostra sede», nei locali dell’ex circoscrizione Marco Polo.
Per i familiari delle vittime del disastro ferroviario è già tempo di pensare all’anniversario, il nono, ed alle iniziative che vedono Viareggio al centro del confronto tra tutti i Comitati d’Italia nati dopo le stragi che l’uomo poteva e doveva evitare. Oggi che sui binari d’Italia si muore a bordo di un treno carico di pendolari, come accaduto a Pioltello (Milano) il 25 gennaio scorso, l’appuntamento del 29 giugno è ancora più importante. Significa un grido che attraversa l’Italia, dalla Lombardia, alla Toscana, alla Puglia per dire con forza che così non va.
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