Gioco
Quattro dei “Forconi” sotto accusa in tribunale
Tre viareggini e un massarosese imputati di interruzione di pubblico servizio per l’Intercity fermato a Pisa la notte della manifestazione nazionale del 2013
VIAREGGIO. Avrebbero impedito la partenza di un Intercity notte diretto a Salerno. Occupando – secondo l’accusa – il binario 4 della stazione di Pisa centrale. Il motivo? Loro, su quel treno, ci volevano salire. Gratis. Destinazione Roma: 18 dicembre 2013, ore 2.21. Di lì a poco in piazza del Popolo partirà la manifestazione del Movimento dei Forconi. È il gruppo di attivisti – originariamente formato da pastori e agricoltori – che dal 2011, salendo dalla Sicilia, organizza proteste, blocchi stradali e scioperi a oltranza. Alla fine, nella Capitale, il sit-in sarà un flop: tremila persone. Ma anche una notte da dimenticare per quattro manifestanti versiliesi, oggi imputati per interruzione di pubblico di servizio davanti al Tribunale di Pisa. Sono Francesco Terraglia di Massarosa (40 anni) e tre viareggini: Augusto Passaglia (36), Alessandro Summonti (27) e Diego Matrone (25 anni). Secondo la procura avrebbero ritardato la partenza del convoglio nazionale, che solo quattro ore dopo (verso le 6) ha potuto proseguire il viaggio da Nord a Sud verso la Campania. I quattro – i soli identificati in gruppo ben più numeroso di una quarantina di persone – nelle prime ore della mattina sarebbero partiti per Roma a bordo di un regionale, comprando un biglietto cumulativo. Ma è stato necessario prima l’intervento del personale di Trenitalia, poi di polizia, carabinieri e guardia di finanza.
Sul posto era intervenuta anche la Scientifica, che agli atti ha depositato un cd con delle foto risalenti a quella notte. I quattro sotto inchiesta – difesi dagli avvocati Paolo Redini e Marco Romeo del Foro di Pisa – ieri mattina non era in aula. Davanti alla giudice Beatrice Dani si sono alternati solo due testimoni, gli agenti delle forze dell’ordine che in quelle ore erano in servizio o di reperibilità.
«I manifestanti rimasero in stazione e partirono verso le 5 di mattina», ha spiegato un ufficiale di polizia davanti ai magistrati. Il convoglio col quale i “Forconi toscani” sono arrivati a Termini è stato il regionale delle 5,35. Quello successivo all’Intercity notte rimasto ostaggio in stazione, con i tanti passeggeri a bordo diretti al Sud. «Davanti al treno, sui binari, c’erano una decina di persone – è la ricostruzione, fatta davanti al giudice e al pm, di un agente della Digos – e verso le 5 convincemmo i manifestanti ad acquistare i biglietti del treno locale diretto a Roma».
Nessuno dei testimoni in aula, però, aveva materialmente identificato le 4 persone. Nella prossima udienza, a fine aprile, altri teste cercheranno di spiegare come si sono svolti i fatti.
Stefano Taglione
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