Finanza
San Biagio: bocciature e proposte
PIETRASANTA. Triste, brutta, noiosa. Tre aggettivi, quanto meno i più gettonati fra i visitatori, per descrivere la fiera di San Biagio. Che va agli archivi senza troppi rimpianti. Perché premesso...
PIETRASANTA. Triste, brutta, noiosa. Tre aggettivi, quanto meno i più gettonati fra i visitatori, per descrivere la fiera di San Biagio. Che va agli archivi senza troppi rimpianti. Perché premesso il meteo ostile – freddo e pioggerella per quasi tutta la durata della manifestazione – e il conseguente calo di presenze resta, sullo sfondo, una kermesse che non piace ai più. Gli uffici comunali fanno quello che possono, regolamenti alla mano: è stato ad esempio riportato il luna park nei pressi del centro – prima era al Terminal bus oggi è alla Pesa –, spostata la mostra agrozootecnica da via Primo Maggio a piazza Matteotti davanti al municipio, allargata la geografia della fiera fino a Porta a Lucca e Corte Lotti ed anche i controlli, da parte dei vigili, sono stati costanti è proficui. «Ma è la qualità della proposta che è scarsa – rimarcano sempre alcuni visitatori –: è una lunga rassegna, fatte salve alcune eccezioni, di bancarelle con cinture, cappelli, oggettini da un euro, indumenti, utensili che puoi trovare tranquillamente, e forse migliori, al mercato del giovedì in piazza Statuto. E poi porchetta, brigidini e croccanti in ogni dove che fanno si colore, ma qui si esagera. Interessante, anche se migliorabile, l’esposizione degli animali davanti al municipio. Una volta c’erano gli stand del ferro battuto, gli antiquari che venivano da mezza Italia e articoli originali che vedevi solo per uno o due giorni l’anno. Il San Biagio va ripensato perché così ha poco senso».
Insomma il mercatone di oltre 140 bancarelle più altrettanti spazi occupati da associazioni ed altri espositori, non convince. Ma la soluzione non è semplice perché ci sono appunto i regolamenti di cui tenere conto è non è pensabile ipotizzare ad una commissione “qualità” chiamata a scegliere fra gli ambulanti. Certo qualcosa a livello di iniziative, leggi musica itinerante, street food organizzata dai ristoratori, artisti di strada – che l’attuale regolamento però penalizza – concorsi a tema potrebbero servire a ridare anima alla fiera. Così come, pur tenendo conto delle difficoltà in chiave viaria e del rispetto delle norme di sicurezza, c’è chi propone di mettere le bancarelle solamente nel centro storico, lungo strade e piazze e lasciando di conseguenza transitabile ai mezzi il resto della città. Idee su cui sarebbe il caso di confrontarsi, seriamente e non per mera propaganda elettorale, anche in vista delle prossime elezioni amministrative. (l.b.)
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