Il Tirreno

Versilia

STAZZEMA 

Il Comune assume ma non i vigili

Due nuovi impiegati, il comandante della Municipale è rimasto solo

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STAZZEMA. Forze fresche nell’organico del comune di Stazzema. Dal primo febbraio sono stati assunti a tempo indeterminato, e part time, due dipendenti: uno impiegato nella segreteria amministrativa e l’altro all’ufficio anagrafe. La giunta prevede poi di trasformare queste assunzioni in contratti a tempo indeterminato. Ma la procedura utilizzata per il consigliere di minoranza Gian Piero Lorenzoni lascia a desiderare. Oltre al fatto che per la minoranza di Luce a Stazzema non è stata data priorità all’assunzione di un vigile, dato che nella Polizia Municipale di Stazzema, da mesi, c’è solo un comandante senza vigili.

«È stata fatta una scelta tutta sbilanciata sul settore amministrativo– dice Lorenzoni – e non voglio negare che ci sia un bisogno, soprattutto all’anagrafe dove è andato in pensione un dipendente. Ma anche nella polizia c’è stato un pensionamento. Il comandante è rimasto solo e in un territorio così vasto può fare poco: da solo non può neppure rilevare un incidente o fare indagini in caso svolga la funzione di polizia giudiziaria. Lasciare scoperto un settore come quello della polizia municipale è una decisione negativa».

Lorenzoni prende anche in considerazione il fatto che in base al piano delle assunzioni previste per il 2018 ne sono stimate solo due. A spiegare questa scelta è l’assessore al personale Serena Vincenti. «Senz’altro il nostro territorio, vasto, ha bisogno di un altro vigile – dice – ma non rimarremo scoperti a lungo. La prima soluzione, temporanea, sarà trovare un accordo ad esempio con Seravezza o un altro comune. L’assessore Egidio Pelagatti ci sta già lavorando. È probabile che entro il 2018 sarà reintegrato un altro vigile».

C’è quindi la questione di come sono stati assunti i due nuovi dipendenti. Il Comune ha pescato, in ordine di punteggio, dalla graduatoria relativa al bando di assunzione – fatto da poco – di un ragioniere, già entrato in funzione. «Si è attinto da una graduatoria anomala – spiega Lorenzoni – perché era stata stilata per la ragioneria, e invece assumi quelle persone per segreteria e anagrafe. Il bando era caratterizzato da domande e risposte di carattere ragionieristico e fatto solo per quel ruolo». Serena Vincenti si difende spiegando che tutto è fatto nel rispetto delle leggi. «Non c’è nessuna incompatibilità – dice – perché il bando era un bando amministrativo e le funzioni che svolgono sono amministrative. Inoltre fare un altro bando sarebbe costato troppo. Sono persone competenti e laureate». Infine secondo Vincenti, il Comune nelle assunzioni è vincolato dal fatto che ha dovuto reintegrare un dipendente (architetto), licenziato ingiustamente venti anni fa, dovendogli riconoscere oltre 500mila euro per gli anni che non ha lavorato e gli oneri previdenziali.

Tiziano Baldi Galleni

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