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Versilia

STANZIATI DAL MINISTERO 

A rischio gli 800mila euro per il Forte di Motrone

A rischio gli 800mila euro per il Forte di Motrone

PIETRASANTA. Il rischio, concreto, è che gli 800mila euro che il Ministero ha stanziato per il recupero dei resti del Forte di Motrone, antica fortezza risalente al trecento e fra i simboli storici...

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PIETRASANTA. Il rischio, concreto, è che gli 800mila euro che il Ministero ha stanziato per il recupero dei resti del Forte di Motrone, antica fortezza risalente al trecento e fra i simboli storici riconosciuti della Versilia, alla fine non verranno mai utilizzati. Il motivo? L’area dove si dovrebbero trovare i resti in questione – il condizionale è d’obbligo perché non c’è la certezza sulla loro presenza – non è cantierabile e non è neppure a disposizione del Comune visto che il proprietario della stessa area è un privato. In sintesi per utilizzare il contributo – che presto o tardi sarà, probabilmente, accreditato sul conto corrente di palazzo – servono, nell’ordine, una variante urbanistica, una procedura di esproprio e un progetto. Senza dimenticare che il privato potrebbe opporsi rivolgendosi al tribunale e allungando ulteriormente – di anni – una tempistica di fatto incompatibile con il decreto “Bellezz@” voluto, a suo tempo, dall’ex premier Matteo Renzi, che impone l’immediato via libera alle opere. Decreto che a fronte di 140mila richieste arrivate da tutta Italia ha premiato 243 località per 150 milioni di euro complessivi erogati per il recupero e la valorizzazione di beni storici.

Fra queste 243 località c’è, appunto, anche Pietrasanta dietro interessamento dell’ingegner Marco Davini, che ha presentato un progetto che intende portare alla luce i resti e renderli visitabili con l’obiettivo di realizzare, nella sede, un museo. E così dall’oggi al domani il Comune si è scoperto beneficiario, a propria insaputa, di 800mila euro che, come detto, rischia comunque di non potere utilizzare. Perché oltre ai motivi di cui abbiamo fatto cenno c’è anche un altro aspetto non proprio irrilevante: ad oggi la Sovrintendenza non ha apposto alcun vincolo storico sull’area.

Eppure quattro anni fa, con una mozione presentata dall’ex consigliere comunale del Partito democratico Ugo Davini – figlio di Marco Davini – e supportata dall’allora maggioranza Lombardi, l’amministrazione comunale si impegnò a chiedere alla Sovrintendenza di accordare il vincolo. E lo stesso fece il Comune di Forte dei Marmi. Siamo nel 2018 e quel vincolo non è ancora arrivato. (l.b.)

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