Sicurezza
Il sindaco: voglio più controlli anti alcol
Dopo la tragedia del pirata della strada Del Ghingaro spiega: discuteremo con la polizia dei rioni
VIAREGGIO. «Ho parlato a lungo con il dirigente del commissariato della polizia di Stato, Lucio Vasaturo», racconta il sindaco Giorgio Del Ghingaro rispondendo al cronista che pone domande sulla tragedia che si è consumata all’alba in Darsena: «E abbiamo stabilito di rivederci in settimana». L’argomento è la gestione delle serate dei Rioni, durante il Carnevale. «Ora mi sono stufato», aggiunge il primo cittadino.
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Perché l’alcol, lungo le strade delle feste rionali, scorre a fiumi. Acquistato agli stand ma non solo: il rito dei bottiglioni preparati a casa con miscugli improponibili, infatti, è ancora vivo tra il popolo delle feste in maschera, complice anche l’esigenza di scacciare il freddo. Ai Rioni si sommano i dopo Rioni, consumati nei locali della Darsena, ed alla fine è tutta una lunga bevuta fino all’alba.
Eppure Viareggio si è distinta in anni recenti per le iniziative che proponevano un diverso approccio al Carnevale, alle sue feste e anche al bere. Il comitato “Non la bevo” aveva riunito amministrazioni comunali, Coop, Azienda sanitaria, forze di polizia, ottenendo visibilità e risultati. Come quello di evitare proprio ai Rioni scritte pubblicitarie che inneggiavano al “prenderla secca”; ma anche una calmierazione degli sconti sugli “shottini”, le mini bevande alcoliche che piacciono soprattutto ai giovanissimi; e perfino un controllo - al Rione Darsena - sui bottiglioni portati da casa.
Senza demonizzare il divertimento - questo il senso delle iniziative che il Comitato proponeva anche nelle scuole - ma accompagnando per mano a capire che divertimento non doveva per forza essere sinonimo dello sfondarsi di alcol fino a stare male o a mettere a repentaglio la propria e l’altrui incolumità. Un’esperienza, insomma, che varrebbe la pena di recuperare, riproporre, anche rivista ma forte soprattutto per le serate di Carnevale e per le estati versiliesi.
Certo, oggi non ci sono neppure quei pochi fondi che il Comune metteva a disposizione per le iniziative del Comitato. Ma possono essere cercati altri Enti: per esempio la Regione che governa il porto con l’Autorità portuale regionale coinvolta - come la Capitaneria - in tutte le iniziative necessarie ad avere serate del rione Darsena le più sicure possibili sotto tutti i punti di vista. Non saranno i plinti di cemento, infatti, a difendere i nostri ragazzi dai messaggi che li invitano a sbronzarsi fino al punto di non ritorno. (d.f.)
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