Il Tirreno

Versilia

Infermiere rubava ricette e poi le falsificava: denunciato

Melania Carnevali
L'ospedale Versilia a Lido di Camaiore
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L'ospedale Versilia a Lido di Camaiore

Il dipendente dell’ospedale Versilia usava i nomi dei pazienti per comprare un farmaco

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VIAREGGIO. Quando gli uomini del commissariato di polizia lo hanno perquisito, hanno trovato nella sua borsa un pacco di ricette vuote pronte a essere falsificate e poi usate nelle farmacie del territorio. Timbri falsi. Nomi di pazienti veri rubati negli archivi dell’ospedale. E tutto, secondo chi indaga, per comprare un farmaco: uno spray «molto costoso» dicono dal commissariato (senza rivelare quale sia il farmaco). L’uomo, un infermiere viareggino di 35 anni dell’ospedale Versilia, è stato denunciato per furto aggravato, falso ideologico, accesso abusivo a sistema informatico e truffa aggravata, per la sparizione di un numero «imprecisato» di moduli in bianco del ricettario di un medico dell’Asl e poi averli falsificati per comprarsi il medicinale.

L’indagine è partita da un esposto del medico. Si era accorto che dal suo ricettario erano scomparsi diversi fogli. Nemmeno lui sapeva dire quanti. Nel frattempo, però, in commissariato, era arrivata una segnalazione da parte di una farmacia su «incongruenze» su alcune ricette presentate in pochi giorni dalla stessa persona ma con il nome di pazienti diversi. Così, gli agenti, incrociando la denuncia del medico dell’ospedale con la testimonianza dei farmacisti, hanno stretto il cerchio sull’infermiere viareggino.

A effettuare poi gli accertamenti in ospedale, è stato il personale del commissariato in servizio all’interno della struttura.

Lo hanno rintracciato e fermato. Alla prima perquisizione sono saltate fuori le ricette in bianco rubate dentro l’ospedale Versilia. Alla seconda, quella nella sua abitazione di Viareggio, la polizia ha trovato poi alcuni flaconi del medicinale (lo stesso segnalato dalla farmacia) vuoti nel cestino della spazzatura, altri ancora chiusi da utilizzare.

Da lì le forze dell’ordine hanno ricostruito l’accaduto. Primo passo: l’infermiere avrebbe rubato le ricette bianche al medico. Secondo: sarebbe entrato nei database dell’ospedale in cui lavora per rubare le identità dei pazienti che effettivamente potevano aver bisogno di quel farmaco. Poi avrebbe messo il timbro dello stesso medico a cui erano state rubate le ricette e, infine, sarebbe andato in farmacia. Nella stessa, a quanto pare. O nelle stesse.

Questo l’errore che secondo gli investigatori ha fatto scattare la denuncia all’autorità giudiziaria per furto aggravato, falso ideologico, accesso abusivo a sistema informatico e truffa aggravata.

Non è ancora chiaro quante ricette avrebbe utilizzato e quindi quanti farmaci ritirati con false identità rubate ai pazienti. Saranno le indagini, ancora in corso, della polizia a stabilirlo e a stabilire anche se ci siano stati dei precedenti. Per il momento l’uomo rimane in servizio nell’ospedale Versilia.

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