Attenzione
Mallegni lancia la sfida a Marcucci
Davanti al carcere di Lucca promette: «Farò in tutto il collegio elettorale quello che ho fatto per Pietrasanta»
LUCCA. Il guanto di sfida è gettato all’indirizzo dell’avversario citato solo alla fine, ma fin da subito chiaramente riconoscibile nella persona del senatore dem uscente (e ricandidato) Andrea Marcucci. E Massimo Mallegni, candidato del centrodestra al Senato nello stesso collegio di Marcucci, quello di Lucca e Massa Carrara per il Senato (oltre che nel listino proporzionale del collegio Toscana 1) alla sfida arriva in grande spolvero. Ad aspettarlo, davanti al carcere San Giorgio dove nel 2006 trascorse 39 giorni da detenuto a seguito di un’indagine per presunta associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e concussione per affari immobiliari a Pietrasanta, dove era all’epoca sindaco (e dove lo è stato per la seconda volta fino a settembre 2017, salvo dimettersi per accettare la proposta di Berlusconi), c’è una piccola schiera di fedelissimi. Come l’ex consigliere Udc Antonino Azzarà, o l’ex coordinatore di Forza Italia (ed ex consigliere comunale) Roberto Lotti, ma anche l’ex presidente delle farmacie comunali, nonché ex coordinatore degli azzurri di Berlusconi Vincenzo Placido. Accanto a Mallegni, oltre alla moglie Paola Marucci e all’avvocato Sandro Guerra, ci sono la consigliera comunale di Fi Simona Testaferrata e il coordinatore provinciale Maurizio Marchetti.
Pioviggina davanti al San Giorgio ma Mallegni è incurante delle condizioni atmosferiche. «In questi anni Forza Italia ha smarrito tante cose su questo territorio. Sono contento che questa campagna elettorale sia l’occasione per Forza Italia di tornare centrale a Lucca: c’è un rosso invadente in una zona bianca. E noi non abbiamo padrini come la sinistra. Siamo gente che lavora e possiamo aspirare ad essere il primo partito della città. Vi piace Pietrasanta? - incalza - Bene, quello che ho fatto nel mio comune lo farò in tutto il mio collegio».
E poi è un fiume in piena. Dai temi generali di campagna elettorale - migranti in primo luogo, l’occasione per un attacco frontale al governo di centrosinistra e la puntualizzazione che «a Pietrasanta non ne abbiamo neanche uno. Io con i 43 milioni che la Prefettura in due anni ha destinato all’accoglienza dei migranti ci costruisco mille case popolari per chi sta in Italia e non ha un tetto» - a quelli locali. E quindi le imprese, che Mallegni vuol aiutare sgravandole di tasse e diminuendo il costo del lavoro, le sue idee di ripopolare i centri storici, di recuperare i monumenti, di sostenere «il commercio oggi messo sotto i piedi dal sistema».
Inoltre, sottolinea con un’espressione eloquente degli occhi, durante la campagna elettorale «starò a lungo in Mediavalle, per parlare con la gente, capire i problemi. Fare la cosa che so fare: ascoltare, amministrare». Mediavalle ovvero il “feudo” di Marcucci, il posto in cui superarlo, per Mallegni, sarebbe la vittoria più ghiotta. Anche se poi la disfida elettorale rischia di essere di sola facciata: con tutte le probabilità i numeri premieranno entrambi. Che potranno continuarla dagli scranni di Palazzo Madama.
Barbara Antoni
ALTRO SERVIZIO a pag. 5
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
