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La legge è in vigore ma i Comuni non sanno cosa fare

VIAREGGIO. Sul registro ufficiale delle "Dichiarazioni anticipate di trattamento" (biotestamento), contemplato dalla legge sul fine vita da ieri in vigore, il Comune di Viareggio è in attesa di...

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VIAREGGIO. Sul registro ufficiale delle "Dichiarazioni anticipate di trattamento" (biotestamento), contemplato dalla legge sul fine vita da ieri in vigore, il Comune di Viareggio è in attesa di circolari esplicative per conoscere nel dettaglio le modalità procedurali. «Lo Stato civile», spiega il sindaco Giorgio Del Ghingaro, «sta attenendo la circolare del ministero, per tramite della Prefettura, con le indicazioni pratiche. Ancora non è arrivato niente a nessun Comune. Nel frattempo, però, gli impiegati preposti hanno seguito un corso. E sono pronti a ricevere le dichiarazioni che saranno protocollate e conservate in busta chiusa in attesa delle disposizioni ministeriali».

Negli uffici di Forte dei Marmi spiegano di adottare da tempo il registro di fine vita. Al quale, però, oggi si aggiunge la piena validità giuridica delle Dichiarazioni anticipate di trattamento, con le quali si danno indicazioni precise su pratiche sanitarie da ricevere o respingere in casi in cui ci si trovasse in condizioni di incoscienza.

A Pietrasanta spiegano di essere in attesa della costituzione di un Registro nazionale. Stessa situazione nel comune di Massarosa. Il presidente del consiglio comunale Adolfo Del Soldato afferma che «per il momento non vi sono indicazioni su come formare i registri. La legge di bilancio recentemente approvata, prevede un registro nazionale che in Toscana può collegarsi al fascicolo elettronico previsto dalla normativa regionale. Questo è il sistema più rapido, efficiente e soprattutto uniforme, per dare attuazione alle previsioni della legge. Se, tuttavia, vi fossero ritardi il comune di Massarosa certamente, in via provvisoria, introdurrà una normativa comunale, mutuandola da uno dei Comuni che già l'aveva introdotta. Si tratta di una modalità che non è certamente ottimale, perché può comportare disparità da Comune a Comune e comporta profili molto seri in ordine alla gestione dei dati personali sensibili (vedi relazione al Parlamento del garante della Privacy). Tuttavia con tutti i limiti, nei prossimi giorni, questa possibilità verrà valutata in assenza di diverse indicazioni». Dai comuni di Camaiore, Stazzema e Seravezza si attendono notizie sulla questione.

Donatella Francesconi

e Roy Lepore

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