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Versilia

L’ultimo abbraccio a Cagnoni

L’ultimo abbraccio a Cagnoni

L’addio al fotografo nella sua casa. Il figlio: «Un uomo che viveva per il suo lavoro»

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PIETRASANTA. Sulle pareti di questo fondo lungo l’Aurelia diventato casa, sono appese le gigantografie dei suoi scatti in giro per il mondo. Combattenti che impugnano kalashnikov, un volto nel buio, una pianta di pesco che sopravvive in mezzo a chissà quale terra infestata di bombe. «Non le ha ritoccate, sai? Tutte sviluppate così come le ha scattate», racconta, Stefano Cagnoni, figlio di Romano, il fotoreporter morto martedì a 82 anni. «Lui era totalmente preso dal suo lavoro. Il lavoro era la sua vita», lo ricorda il figlio arrivato da Londra martedì con il primo aereo insieme alla sorella, Tania.

Londra era stata uno dei primi capitoli dell’intensa vita di Cagnoni. Erano gli anni Cinquanta, quando si innamorò di una ragazza inglese, Hellen, per cui si trasferì in Gran Bretagna e con cui ebbe due figli. Qui iniziò il suo volo nella fotografia. I suoi scatti finirono sul Times e poi, in Italia, sul Mondo. Poi ci fu il divorzio, un altro matrimonio, un lutto, il ritorno in Italia, una nuova moglie, Patricia Franceschetti, anche lei fotografa di successo, che sarà poi la sua compagna di vita.

Nel frattempo era già diventato il Romano Cagnoni da copertina. Produsse reportage dal Biafra durante la guerra civile in Nigeria con cui ottenne il Overseas press Award. Ma anche dal Cile di Allende, dall’Argentina di Peron, dalla guerra del Yom Kippur in Israele, da quella in Cambogia, in Iugoslavia e da Grozny in Cecenia. Cagnoni, con i suoi scatti, non ha solo raccontato la storia, ma l’ha fatta. È diventato uno di quei personaggi che andranno conosciuti, studiati, raccontati.

Ieri, nella sua casa a Pietrasanta, c’erano molti colleghi, a salutarlo. Un saluto laico, senza messe o preghiere. «Lui non era credente, non ne abbiamo mai parlato, del suo funerale, ma credo volesse così», racconta Patricia. Sorride, abbraccia tutti, ringrazia. La loro vita insieme sui campi minati dell’umanità le ha insegnato questo: a sorridere sempre, ad amare tutto, perché quello che si ha è tutto.

Il corpo di Cagnoni oggi verrà cremato. Le ceneri rimarranno poi nella sua casa sulla Statale Aurelia a Pietrasanta, accanto alla donna della sua vita.

Melania Carnevali

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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