Il Tirreno

Versilia

In Argentina a insegnare l’arte della cartapesta

di Simone Pierotti
In Argentina a insegnare l’arte della cartapesta

Enrico Vannucci nelle vesti di ambasciatore di Burlamacco

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VIAREGGIO. “Pueblo y Carnaval”. Popolo e Carnevale. Chissà se Enrico Vannucci (nella foto grande), ex costruttore di carri e mascherate, riuscirà ad ammirare dal vivo questa scritta che campeggia su un muro de La Boca, il quartiere di Buenos Aires celebre per la sua popolarissima squadra di calcio. Ma una puntatina alla “Bombonera”, lo stadio del Boca Juniors, probabilmente la farà: sabato s’imbarca su un aereo per l’Argentina dove terrà per una decina di giorni corsi di cartapesta nella città di Lincoln, a nordovest della capitale, che si avvia a festeggiare i novant’anni del suo carnevale.

I conquistadores della cartapesta. Quello di Lincoln è un carnevale simile a Rio de Janeiro, con giorni ininterrotti di festa, ma che si caratterizza per la presenza di particolarissimi carri in cartapesta. Tutto nacque negli anni Venti con l’artista Enrique Urcola che, a sua volta, scoprì la tecnica quando lavorava come scenografo al Teatro Colón: qui arrivavano compagnie italiane – secondo la vulgata erano proprio viareggine – che preparavano allestimenti utilizzando carta da giornale e colla e Urcola rimase impressionato dalla facilità di montaggio e di trasporto e dalla leggerezza di queste strutture. Per rinverdire la tradizione la municipalità di Lincoln si è così rivolta a Viareggio, considerata la culla della cartapesta.

Ambasciatore di Burlamacco. Si arriva così a novembre, quando Vannucci, ritiratosi lo scorso anno, è in pieno fervore per l’allestimento di uno spazio espositivo dentro un hangar della Cittadella poi intitolato a Gilbert Lebigre e inaugurato lo scorso dicembre. «Un giorno mi chiamano dalla Fondazione: “Ti farebbe piacere andare a rappresentare il nostro Carnevale in Argentina?”, mi chiedono – racconta il costruttore – Io sarei orgoglioso di farlo a Pedona, figuriamoci laggiù… Ringrazio a Fondazione per questa opportunità, ma anche per l’Espace Gilbert: il mio nome rimarrà per sempre legato a quello spazio, di cui mi prenderò eventuali meriti e critiche».

Una nuova avventura. “El oriundo” Vannucci, come l’ha definito il quotidiano locale Diario Democracia, non sta più nella pelle: «I corsi dureranno dieci giorni e rientrerò a Viareggio il 18 febbraio, a Carnevale finito. Sono davvero curioso di scoprire nuovi posti, Buenos Aires, il tango, lo stadio del Boca Juniors...». L’ex carrista, con il supporto di un interprete, svelerà ai colleghi argentini i trucchi del mestiere e della cartapesta dall’alto dei suoi 54 anni spesi negli hangar di via Marco Polo al fianco del padre Carlo e poi alla Cittadella. I costruttori di Lincoln realizzeranno alcuni lavori sotto la sua supervisione che sfileranno il 13 febbraio per il gran finale del Carnevale locale. Il sogno, nemmeno troppo proibito, è arrivare all’istituzione di una scuola della cartapesta.

Un amore infinito. Stando alle parole di Nancy Roseti, responsabile delle relazioni internazionali per la municipalità di Lincoln, Vannucci troverà degli allievi entusiasti: «Abbiamo fatto una riunione e sono molto contenti – ha dichiarato a Diario Democracia – l’obiettivo è che i nostri carristi abbiano nuovi stimoli e motivazioni per continuare il loro lavoro: vogliamo che siano al centro di scambi culturali e di esperienze, e che stringano contatti». Il figlio d’arte, poi, racconta il suo primo Carnevale da spettatore: «Sarei un bugiardo se dicessi che non mi manca la Cittadella, soprattutto in questo periodo in cui ai carristi piace giustamente mettersi in mostra. Sabato scorso, per la prima volta in vita mia, mi sono goduto il corso mascherato senza la tensione dell’addetto ai lavori». E però sarà anche l’unico: c’è un volo per Buenos Aires che lo attende. «Grazie a questa opportunità sono riuscito a rimanere in un ambiente dove ho trascorso tutta la mia vita”». Certi amori, come ci ricorda Venditti non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano.

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