Il Tirreno

Versilia

Così i cittadini potranno difendersi dai furti in casa

di Cesare Bonifazi
Così i cittadini potranno difendersi dai furti in casa

Il vicesindaco Rosi illustra il piano di “controllo di vicinato” «Ci saranno responsabili per ogni zona del territorio»

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MASSAROSA. Una promessa è una promessa, ancor più se a farla è l’amministrazione comunale in un momento di allerta. Così, dopo il prossimo incontro con la cittadinanza del prossimo martedì a Massarosa, e dopo quello molto partecipato di martedì scorso a Piano di Conca, il Comune riprenderà seriamente i lavori iniziati più di un anno fa per creare i cosiddetti “controlli di vicinato”.

Saranno dunque i cittadini stessi a fare da sentinella nel territorio e segnaleranno tutto quello che non funziona: furti, auto e persone sospette, vigilanza nelle case del quartiere. Un’esperienza positiva che ha già dato i suoi frutti in numerose zone limitrofe come a Pietrasanta, Montecarlo e Lucca. Ad annunciarlo proprio il sindaco Franco Mungai alla presenza di centinaia di persone.

Adesso anche Massarosa si adegua a questa prassi, perfettamente legale, costretta dalla morsa di una delinquenza sempre più presente sul territorio. E le pagine del Tirreno da qualche mese documentano caso per caso i vari furti che si verificano: l’ultimo in ordine di tempo quello avvenuto un paio d’ore prima dell’incontro con la cittadinanza. Da mesi infatti diverse zone del territorio comunale sono state prese d’assalto dai topi d’appartamento. E i cittadini si stanno già organizzando: stanno nascendo per ogni frazione dei gruppi Whatsapp di residenti che stanno segnalando targhe e macchine sospette che si aggirano per le strade. Ma la mole di segnalazioni sta letteralmente esplodendo e nelle ore più calde, quelle in cui avvengono solitamente i furti (principalmente quando cala il sole), arrivano decine di telefonate a polizia e carabinieri. Proprio in questo contesto si inseriranno i controlli di vicinato: esisteranno solamente alcuni referenti per ogni gruppo che dovranno filtrare e valutare le segnalazioni da fare e avranno contatto diretto con le forze dell’ordine a cui faranno rapporto di situazioni particolari o sospette.

«Avevamo già cominciato un anno fa a fare incontri nelle frazioni con il maresciallo Massimo Merlo e la comandante della Municipale Francesca Papasogli per informare i cittadini su quali sono i modi in cui i cittadini possono dare una mano anche nella prevenzione di questi piccoli reati - spiega il vicesindaco Damasco Rosi - Si parlerà quindi di una convenzione fatta tra il Comune e la prefettura in cui verranno stabilite le modalità esatte di comunicazione. Si tratta a quel punto di individuare una o più persone all’interno di ogni gruppo che fungano da referente che si interfaccino direttamente con le forze dell’ordine in modo da non far crescere in maniera esponenziale le telefonate ai numeri d’emergenza. In questo modo avremo comunicazioni precise, dettagliate e calibrate».

Il compito del responsabile è quindi di raccogliere con metodologie condivise dal Comune (sms, social network, mailing list) le istanze e le informazioni pervenute dalle rete dei cittadini iscritti. Inoltre deve valutare e veicolare le informazioni raccolte al responsabile o alle forze dell'ordine. I gruppi manterranno la comunicazione tramite pagine Facebook dedicate (gruppi chiusi moderati da un amministratore) o gruppi su WhatsApp.

Ma questi gruppi non serviranno solamente per comunicare i reati, i cittadini si dovranno prendere l’impegno, tanto per fare un esempio, di verificare se tutto è regolare nella casa del vicino che è andato in vacanza. Un po’ come si faceva in passato. Ma in questo caso la sorveglianza sarebbe comunque stabilita tramite un accordo tra la gente, l’amministrazione e la prefettura.

Il responsabile di questa catena di comunicazione verosimilmente sarà la comodante della polizia municipale che a sua volta si coordinerà con polizia e carabinieri nel momento in cui dovessero partire denunce di reati.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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