Gioco
No alle nuove escavazioni sopra il Palazzo Mediceo
Il Comitato Monte Costa chiede al sindaco Tarabella di fermare le autorizzazioni per non mettere a rischio la tenuta del ravaneto e per limitare l’inquinamento
SERAVEZZA. Tante ancora le perplessità dei cittadini sulle nuove cave riaperte e in procinto di essere riattivate sul monte Costa. Si teme per i ravaneti e la stabilità del versante che insiste sul patrimonio Unesco del Palazzo Mediceo. E soprattutto – ma questo è ormai un mantra rispetto al mondo del marmo – si chiedono controlli.
Le richieste sono state esposte dal Comitato Monte Costa. L’occasione è stata un confronto avvenuto nei locali della Pro Loco di Seravezza con il sindaco Riccardo Tarabella e all’assessora Valentina Salvatori. L’obiettivo dell’incontro per il Comitato era quello di valutare la «pericolosità geomorfologica dell’area occupata dal ravaneto della cava Sbasso Confine visto che nell’area medicea sottostante – ha scritto il comitato in una nota – sono stati autorizzati negli anni continuamente eventi con portata di centinaia di visitatori e partecipanti; è stato chiesto se esiste un piano di recupero particolareggiato, realizzato da tecnici non di parte imprenditoriale bensì imparziali e del Comune, considerando che esistono studi universitari recenti secondo i quali non tutti i ravaneti debbano essere rimossi, ma anzi nel protrarsi del tempo garantiscono la sicurezza e stabilità dei versanti montani. Contestualmente è stato fatto notare – prosegue il Comitato di cittadini – che le prescrizioni date alle ditte escavatrici già presenti sul territorio sono continuamente disattese ed è stato perciò richiesto che il Comune possa rendere conto dei controlli effettuati in tal senso».
Il Comitato Monte Costa si è costituito con l’obiettivo di impedire l’autorizzazione all’apertura di altre due cave (Costa Medicea Inferiore e Superiore), dopo il via libera a quella nominata Sbasso Confine, dove si estrae il marmo blue turquin. Sono tutte collocate sul versante soprastante Palazzo Mediceo.
Per il Comitato l’apertura delle due ulteriori cave significherebbe un aumento sconsiderato del traffico pesante, proprio all’interno del paese, che graverebbe gravemente sia sull’inquinamento atmosferico, acustico e contrastando l’evoluzione turistica del paese. «Il Comitato – conclude la nota – ha fondato motivo per essere allarmato e preoccupato e perciò ha manifestato tutto il suo disappunto al Comune di Seravezza, sia sull’apertura della cava che sta già escavando sia sull’eventuale volontà politica di aprire le altre due cave, la cui istruttoria è già in corso».
Tiziano Baldi Galleni
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
