Il dolore
Alessandrini resta presidente «ma a determinate condizioni»
PIETRASANTA. Tra propositi per il futuro («sono pronto a fare ancora il presidente, se mai me lo chiedessero, ma nel caso a determinate condizioni») e rabbia per il presente («nessuno metta in dubbio...
PIETRASANTA. Tra propositi per il futuro («sono pronto a fare ancora il presidente, se mai me lo chiedessero, ma nel caso a determinate condizioni») e rabbia per il presente («nessuno metta in dubbio la mia onesta»), per Alessandro Alessandrini sono giorni particolarmente vivaci. Il presidente della giuria del carnevale pietrasantino, all’indomani dei verdetti della Canzonetta, che hanno lasciato in scia non poche polemiche, chiarisce il suo stato d’animo. «Le polemiche sono il sale di queste manifestazioni: il problema è quando si allude o si accusa qualcuno di disonestà: questo non lo tollero. Né per la mia persona né per coloro che scelgo per la giuria e che poi assegnano i voti in modo autonomo. E comunque con la decadenza della giunta Mallegni, una volta conclusi i corsi del Carnevale, il mio incarico sarebbe comunque cessato. A prescindere. Se poi la prossima amministrazione mi chiederà di restare come presidente potrei anche dire di si, ma è ovvio che qualcosa, nel regolamento in particolare della Canzonetta, va rivisto. A cosa mi riferisco? Intanto la giuria popolare, così come è concepita oggi, non ha alcun senso, visti certi punteggi assegnati e l’uso che ne viene fatto: quindi o la cancelliamo o si scelgono giurati, popolari, che non appartengono alle singole contrade. Per quanto riguarda i voti – prosegue Alessandrini – ritengo sbagliato che ci sia fra i criteri anche l’intonazione. Va eliminata, aggiungendo, invece, al singolo voto un minimo di motivazione. Se te, giurato, dai 5 ad una cantante, con 2 o 3 aggettivi devi poi spiegare il senso di quel voto. Funziona così – continua Allessandrini – in ogni contesto canoro e, di sicuro, in questo modo verrebbero meno tanti sospetti e veleni». (l.b.)
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