Attenzione
Il Pucciniano fa pace con il tenore
Risarcimento di 200mila euro per l’incidente di cui fu vittima Voleri. Che tornerà a cantare a Torre del Lago
TORRE DEL LAGO. Una stretta di mano in nome della lirica e di Giacomo Puccini, «il mio autore preferito». Il tenore livornese Marco Voleri, 43 anni, tornerà presto a cantare al Gran teatro di Torre del Lago: vestirà i panni di Goro in Madama Butterfly, a tre anni di distanza dall’incidente di cui fu vittima su quel palco. Era la sera del 7 agosto 2015: Voleri interpretava l’imperatore Altoum nella Turandot, quando la piattaforma elevatrice su cui si trovava il suo trono cedette, facendolo cadere da un’altezza di circa due metri. «Solo per 8 millimetri – ha ricordato ieri Voleri – cioè la distanza tra la vertebra rotta e il midollo spinale, oggi sono qui in piedi e non su una sedia a rotelle».
Per questo episodio, hanno annunciato ieri lo stesso Voleri e il presidente del Pucciniano Alberto Veronesi, le due parti hanno siglato un accordo. Che sta alla base del ritorno del cantante lirico sul palcoscenico di Torre del Lago. Voleri sarà risarcito dalla Generali assicurazioni di Milano, «senza alcun esborso da parte della Fondazione», precisa Veronesi. L’importo del risarcimento non è stato comunicato da Veronesi, né dall’avvocato Renzo Beccari «per motivi di riservatezza, visto che abbiamo sottoscritto una clausola apposita»: al Tirreno risulta che la cifra sia di circa 200mila euro.
Il risarcimento chiude una parte della vicenda che funestò la stagione 2015: di sicuro la considera conclusa il tenore Marco Voleri, tanto da firmare un nuovo contratto triennale col Pucciniano. Ma il processo penale, in cui il cantante lirico non si costituirà parte civile – cosa che fa parte dell’accordo appena stretto – seguirà il suo corso: il 7 febbraio ci sarà la prima udienza in tribunale a Lucca. Con tre imputati per lesioni colpose gravissime: lo stesso presidente Veronesi, l’ex presidente del Pucciniano Adalgisa Mazza e Uberto Bonetti, carrista che realizzò materialmente la piattaforma ceduta. Ma né Veronesi, né l’avvocato Beccari hanno rilasciato dichiarazioni sul processo che sta per aprirsi. Limitandosi a un’espressione di fiducia sul fatto che tutto sarà chiarito. «Inoltre – ha detto l’avvocato Beccari – questo accordo consente alla Fondazione di restare fuori da ulteriori risarcimenti».
«Il palcoscenico – afferma Veronesi – è uno spazio di lavoro sicuramente pericoloso. Un lavoro che si incontra con le esigenze della fantasia: spesso le idee dei registi volano in alto. Le opere pucciniane, da questo punto di vista, sono ricche di insidie. Con grandi movimenti scenografici e carichi sospesi. La Tosca ha il record di incidenti e solo pochi giorni fa a Torino, durante la Turandot, si è staccato un pezzo di scenografia che ha colpito due coriste».
Per questo motivo, dopo l’incidente, il Pucciniano ha fatto scattare una specie di giro di vite sulla sicurezza. Con analisi dei rischi su ogni singola opera e corsi di formazione per gli addetti. Sulla falsariga di questo impegno, la Fondazione ha voluto coinvolgere nuovamente Voleri, naturalmente dopo aver raggiunto un’intesa sul contenzioso.
«Voglio ringraziare la Fondazione per questo impegno – dice Voleri – Qui mi sento a casa, qui ho debuttato nel 2005: oggi (ieri, ndr) sono tornato, a due anni e mezzo dall’incidente, e ho provato un’emozione forte. È stato un periodo complicato, ho subìto un danno permanente: ho annullato contratti, continuo a fare fisioterapia e prendere antidolorifici. Ma ho fatto di tutto per rimettermi in sesto, ho un carattere di scoglio. Ho ripreso a cantare, a marzo andrò in Oman». Ora la pace con il Pucciniano che lo porterà, come detto, a cantare di nuovo in Madama Butterfly. Voleri sarà anche protagonista nei ruoli di Spoletta e Pang nella tournée che il Festival Puccini farà la prossima estate a Savonlinna, in Finlandia, mettendo in scena due produzioni Tosca e Turandot.
@matteotuccini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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