Il Tirreno

Versilia

l’anagrafe di stazzema 

Anche Scanzi si iscrive alla città antifascista

di Melania Carnevali
Anche Scanzi si iscrive alla città antifascista

Il noto scrittore e giornalista insieme a Pieraccioni e Lippi: "Tra le poche certezze che ho c’è quella d’esser antifascista: è una bussola esistenziale"

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STAZZEMA. Dice di essere uno di quei tanti italiani «politicamente smarriti». Di quelli che «hanno ben chiaro chi non votare ma che hanno molto meno chiaro chi votare». Però c’è una cosa, dice, di cui è sicuro: di essere antifascista. Andrea Scanzi, giornalista del Fatto quotidiano, opinionista, conduttore e autore e interprete teatrale, si è iscritto all’anagrafe antifascista del Comune di Stazzema senza farselo ripetere due volte.

Come hanno fatto Leonardo Pieraccioni, Marcello Lippi, Carlo Lucarelli e altri personaggi dello spettacolo, della politica, dello sport, contattati dal sindaco Maurizio Verona, perché, lui lo sa, la loro firma vale come mille.

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È una cassa di risonanza per un’iniziativa che spera di arrivare in tutte le università di Italia, in tutte le fabbriche, in tutti gli uffici, raccogliere milioni e milioni di adesioni e poi poter dire: guardate quanti siamo, siamo tanti, siamo tutti.

L’anagrafe è stata lanciata a Natale, a pochi giorni dal settantesimo anniversario dell’entrata in vigore della Costituzione. «La crescita dei partiti xenofobi e neofascisti in tutta Italia, impongono una azione di memoria e di conoscenza dei fatti tragici del 1944», spiegò Verona.

La prima settimana ha raccolto mille adesioni al giorno, poi cinquecento a volta. Ad oggi hanno aderito oltre dodicimila persone, studenti, operai, giornalisti, scrittori, politici, impiegati. Poi ci sono le adesioni dei Comuni interi. Si sono già iscritti quello di Carrara, guidato dal Cinque Stelle, Francesco De Pasquale, Collesalvetti con il suo sindaco dem Lorenzo Bacci e quello di Castiglion Fibocchi guidato dall’ex prefetto Salvatore Montanaro. «L’obiettivo è diventare la città più grande di Italia», dice Verona. Più di Torino, Milano, Roma. E magari tutte e tre insieme.

L’ultimo personaggio noto ad aver aderito è, appunto, Scanzi. «Appartengo – commenta – ai tanti italiani politicamente smarriti, senza troppi motivi d’appartenenza, che hanno ben chiaro chi non votare ma che hanno molto meno chiaro chi votare. Tra le poche certezze che ho c’è quella d’esser antifascista. Vengo da terre (la provincia aretina) martoriate dalle rappresaglie nazifasciste. Stragi su stragi. Che nessuno conosce, purtroppo, come Stazzema. Quando ho bisogno di letteratura, e di libertà, mi rileggo qualche pagina di Beppe Fenoglio. Ne ho bisogno. Ne avrebbero bisogno tutti. L’antifascismo non è un neanche un parere o un punto di vista: è, o dovrebbe essere, una bussola esistenziale».
 

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