Sicurezza
Per salvare il lago c’è il progetto “tubino”
MASSAROSA. Archiviato definitivamente il progetto tubone per salvare le acque del Massaciuccoli, si affaccia una nuova opzione: quella del “tubino”, una condotta più piccola (circa la metà) che...
MASSAROSA. Archiviato definitivamente il progetto tubone per salvare le acque del Massaciuccoli, si affaccia una nuova opzione: quella del “tubino”, una condotta più piccola (circa la metà) che dovrebbe captare le acque provenienti dal Serchio e convogliarle all’interno del lago di Puccini.
Sono infatti stati confermati da Roma i 18 milioni di euro che erano stati stanziati circa dieci anni fa e che servivano per finanziare il maxi-progetto che adesso è stato messo da parte.
La nuova opera dovrebbe avere un costo più ridotto rispetto a quella originale. Quello che avanzerebbe dal cantiere potrebbe andare nel finanziamento di opere accessorie che sono venute fuori all’interno del percorso partecipato del “Contratto di lago” che si è svolto nei mesi scorsi alla Brilla di Quiesa. A sovrintendere queste nuove azione, del tutto inedite, sarà un team della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa che sarà chiamato a valutare l’impatto di questi interventi.
Ne parla Stefano Baccelli, consigliere regionale Pd e presidente della commissione Ambiente e Territorio: «Si va verso il superamento del progetto iniziale per una reimpostazione più “light”, ben studiata, efficace, coerente con la reale portata del Serchio nelle varie stagioni ed in particolare quella estiva; nonché più economica, consentendo un risparmio di risorse da poter investire in progetti complementari – spiega Baccelli – L’ipotesi che prende forma è quella del superamento dell’idea di “tubone” vero e proprio per un progetto che prevede di deviare dal Serchio una portata massima di 1, 5 metri cubi al secondo anziché 3, da realizzarsi superficialmente o sotto strada. Questo consentirà di risparmiare passando dai 18 milioni di euro inizialmente previsti ad un massimo di 10 milioni di euro e ci permetterà quindi di portare avanti, con le risorse non utilizzate, progetti complementari condivisi tra le amministrazioni comunali e i vari soggetti coinvolti, legati ad esempio alla fitodepurazione, alle fognature, a una diversa gestione delle acque provenienti dai depuratori».
Cesare Bonifazi
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