Il dolore
Mimose e lacrime per l’addio a Lera
Folla di gente ai funerali del giovane architetto. C’erano anche sindaci e Moratti
FORTE DEI MARMI. Occhiali scuri, giacca rossa, la guancia bagnata dalle lacrime. Tiene stretto per la mano la nuora e attraversa la folla salutando con un abbraccio tutti. Davanti alla chiesa cerca il conforto confortando gli altri, Tiziano Lera, padre di Leonardo, l’architetto fortemarmino morto domenica pomeriggio a 44 anni. Il feretro del figlio è già dentro la parrocchia, ma lui non ha fretta di celebrare la messa. Non ha fretta di seppellire per sempre il suo unico figlio in quel cimitero di Strettoia dove è già seppellita la moglie morta due anni fa. Il portone di quella chiesa è come il passaggio verso una vita che non sarà più la stessa. E lui ci arriva con calma, con la nuora, Merciva, e i due nipotini, di nove e sei anni. «Dai andate dentro con la zia», dice loro la mamma, moglie di Leonardo.
Qui fuori c’è una folla di gente. Spicca il giallo delle mimose nei taschini delle giacche, un omaggio all’architetto senior che la porta sempre. Ci sono i sindaci di Forte dei Marmi e Seravezza, Bruno Murzi e Riccardo Tarabella. C’è anche l’ex sindaco del Forte, Umberto Buratti. Ci sono Massimo Moratti e Veronica Berti, moglie di Andrea Bocelli. C’è anche Paolo Corchia, presidente di Federalberghi Toscana, amico di famiglia. E poi artisti, gestori di gallerie d’arte. E chissà chi altro in mezzo a questa folla. Lo conoscevano in tanti in Versilia, Leonardo. Lui che aveva deciso di seguire le orme del padre e che dopo aver studiato architettura e garden design a Firenze e Londra, era tornato al Forte a lavorare con il padre nello studio accanto al pontile. Aveva abbellito ville, bagni, ristoranti, alberghi, centri commerciali. La sua specialità era il 3d.
«Questa omelia è veramente difficile per me», dice il parroco, don Danilo D’Angelo. «Leonardo, grazie all’educazione del padre e della madre, era un uomo onesto, di fede. La sua morte lascia spiazzati tutti. Quando sono andato su, alla loro casa stamani, ho visto anche i cani e il pappagallo strani, scossi, come se sentissero già la sua mancanza».
Dopo la messa il feretro è stato trasportato nel cimitero di Strettoia, dove è stato seppellito accanto alla madre.
Mel. Car.
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