Il Tirreno

Versilia

Azimut, 6 dipendenti trasferite a Livorno

di Donatella Francesconi
Azimut, 6 dipendenti trasferite a Livorno

Via da Viareggio l’amministrazione. Lavoratori in assemblea

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VIAREGGIO. La comunicazione ufficiale è arrivata ieri mattina: Azimut Benetti trasferisce a Livorno, da Viareggio, l’ufficio amministrazione, composto da sei dipendenti, tutte donne. Un passo che segue quello compiuto a fine 2017, quando nel capoluogo labronico sono arrivati i lavoratori dell’ufficio marketing del colosso della nautica in azzurro. «Lo spostamento delle funzioni vitali dell'azienda rappresenta nei fatti l'indebolimento della struttura viareggina e allontana il rapporto della catena dei fornitori dalla città, oltre ad essere l’evidenza del ridimensionamento di Benetti a Viareggio», è la posizione della Fiom-Cgil che da mesi denuncia il progressivo smantellamento del polo viareggino. Al nuovo trasferimento di attività e dipendenti il sindacato metalmeccanico - lo dichiara senza mezzi termini Nicola Riva, responsabile per la Versilia della Fiom provinciale lucchese - «abbiamo detto no. E per domani è indetta l’assemblea».

L’emorragia sembrava essersi fermata - sottolinea Riva - «con il verbale sottoscritto a fine 2017 in merito al trasferimento dell’ufficio marketing». Come per l’amministrazione si tratta di «donne, tutte con figli, una anche in attesa di un bambino», le cui condizioni di vita complessivamente si caricano della trasferta con tutto quello che ne consegue sugli equilibri familiari. «In quell’occasione - ricorda il sindacalista - chiedemmo espressamente se non potessero essere prese in considerazione forme di lavoro da remoto. Ci fu risposto che l’azienda non era pronta. E che, comunque, la responsabile ha bisogno di aver lo staff a disposizione. Una risposta che mi pare vada nel senso opposto a quello che consigliano le maggiori società internazionali, come la “Boston Consulting Group”, cui Azimut si è affidata per il “Progetto Benetti futuro”. Ma qui mi pare che ci si trovi di fronte a scelte che ricordano più il passato che il futuro».

A metà ottobre dello scorso anno, quando l’ipotesi di uno smantellamento di uffici e aree produttive di Azimut Benetti a Viareggio era fortemente contestata da lavoratori e sindacati, l’amministratore delegato Vincenzo Poerio al “Tirreno” dichiarava: «Il Gruppo Azimut Benetti non lascerà Viareggio. Qui c’è una parte importante della nostra produzione di entrambi i marchi. E qui resta. A Livorno andranno non più di 20-30 persone, pochi rispetto ai 160 che oggi lavorano in Darsena. Si tratta di una scelta che punta a razionalizzare i costi di gestione».

Oggi, alla luce dei sei nuovi trasferimenti annunciati, la Fiom torna a mettere sul tavolo il tema delle risposte attese da tempo: «Devono essere chiarite le prospettive industriali in termini produttivi e di sviluppo. Bisogna garantire per Viareggio l'autonomia funzionale di Benetti, salvaguardando tutte le sue funzioni strategiche, tecniche, amministrative, commerciali, acquisti, rinunciando ai trasferimenti annunciati. Serve un accordo di garanzia dove le istituzioni facciano la propria parte ponendo l'azienda di fronte alle proprie responsabilità sociali». Istituzioni che, a Viareggio, sono anche l’Autorità portuale regionale: «Dovrebbe porsi il dubbio delle concessioni demaniali, visti gli uffici che vengono via via smantellati», è il “suggerimento” di Nicola Riva.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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