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Diretti in Versilia con 7 chili di cocaina, scoperti da due cani antidroga

Diretti in Versilia con 7 chili di cocaina, scoperti da due cani antidroga

Grazie all'aiuto di Elis e Efres la guardia di finanza ha potuto arrestare un trafficante. La droga avrebbe fruttato 500mila euro

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VIAREGGIO. Erano partiti da La Spezia con quasi 7 chili di cocaina da spacciare in Versilia e ricavarne 500mila euro. I tre trafficanti sono stati fermati vicino a Massa dalla Guardia di finanza spezzina: uno di loro, un cittadino marocchino di 35 anni, è stato arrestato in flagranza, gli altri due sottoposti a fermo come indiziati.
I tre sono divisi in due macchine: uno da solo, gli altri due, una coppia, in un’altra. Le fiamme gialle notano il 35enne, con precedenti legato al traffico di sostanze stupefacenti, e lo seguono. Notano poco dopo l’altra auto con a bordo la coppia, anche loro di origine maghrebina. Le auto arrivano davanti a un’abitazione e poi ripartono separate. A quel punto anche gli uomini della guardi di finanza si dividono. Li seguono e li fermano tutti. Poi li scortano in caserma per un controllo.

La perquisizione del mezzo del 35enne marocchino viene eseguita anche con due cani antidroga, il labrador Elik e il pastore tedesco Efres, quest’ultimo assegnato da pochi giorni al comando di La Spezia. I due cani scoprono, nascosti all’interno dell’auto, sei panetti di cocaina, perfettamente confezionati e sigillati, per un peso complessivo di circa sette chilogrammi. L’uomo viene quindi arrestato in flagranza di reato: la droga e l’autovettura utilizzata vengono sottoposti a sequestro.

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Analoga attività di perquisizione viene condotta sull’altra autovettura utilizzata dalla coppia di stranieri. Nascosti nelle portiere posteriori ci sono venti involucri di plastica contenenti circa duecentomila euro suddivisi in banconote di vario taglio: secondo le fiamme gialle è il prezzo della cocaina acquistata dal primo trafficante.
La coppia di stranieri, quarantenni, vengono quindi sottoposti a fermo di indiziato di delitto, mentre il denaro finisce sotto sequestro penale, quale provento dell’attività delittuosa posta in essere. I sette chili di stupefacente sequestrato erano destinati, come detto, al mercato versiliese e avrebbero fruttato un ricavo di circa 500mila euro.

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