Il Tirreno

Versilia

Entrava in Ztl con un permesso disabili falso

Cesare Bonifazi
Entrava in Ztl con un permesso disabili falso

Forte dei Marmi: versiliese condannato dal tribunale a dieci mesi di reclusione per la falsificazione

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FORTE DEI MARMI. Entrava con la propria auto all’interno della Ztl di Forte dei Marmi e, quando prendeva una multa, se la faceva togliere mostrando un permesso per disabili. Nulla di male, se non fosse che l’uomo falsificava da anni il permesso “rilasciato dal Comune di Camaiore” non avendo neanche la premura di cambiare il nome del comandante in carica. Per questo il giudice Gerardo Boragine del tribunale di Lucca ha condannato Stefano Pascale, conosciuto anche come Steven Pascal, fiorentino di nascita e versiliese di residenza, a dieci mesi di reclusione.

Il giochino di Pascale viene scoperto nel 2015. Era entrato nella zona limitata a cui hanno accesso solamente i veicoli con un’autorizzazione speciale rilasciata dall’apposito ufficio comunale oppure, e sarebbe questo il caso, coloro che sono muniti di un regolare permesso per invalidi. Nel tempo - si scoprì allora - l’uomo aveva collezionato una serie di sanzioni per l’accesso che puntualmente contestava all’ufficio competente mostrando per l’appunto un permesso per disabili in apparente stato di validità. Il giudice ha stabilito che era tutto falso.

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Qualcosa infatti non tornava: un vigile di Forte dei Marmi si era reso conto ad un certo punto che il permesso, datato appunto 2015, portava la firma del comandante Giovanni Del Tozzotto il quale effettivamente era stato capo della Municipale a Camaiore ma era andato in pensione nel 2009, ben sei anni prima. È emerso, al termine di alcune indagini, che il permesso originale era stato rilasciato nel 2007 e che l’uomo lo aveva falsificato ogni anno cambiando la data di validità. Il permesso rimaneva lo stesso.

L’accusa verteva sulla contraffazione di un’autorizzazione amministrativa e averla utilizzata per ottenere l’annullamento delle contravvenzioni. Il tribunale lo ha condannato per questi reati a dieci mesi di reclusione.

Pascale non è nuovo alle aule di tribunale: in passato aveva avuto altre vicende giudiziarie. Nel 2003 infatti era stato accusato di truffa da una modella pratese la quale aveva posato per alcune foto con la promessa di inserirla nel mondo dello spettacolo. Il padre della ragazza aveva pagato anche mille euro per un book fotografico ma la ragazza nel mondo dello spettacolo grazie a Pascale non ci entrò.


 

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