Il Tirreno

Versilia

Salta l’incarico d’oro al Consorzio di bonifica

di Matteo Tuccini
Salta l’incarico d’oro al Consorzio di bonifica

L’ex direttrice, a cui era stato fatto un contratto da 55mila euro, ha rinunciato Il presidente Ridolfi: la ringrazio, è vittima di un clima becero innescato ad arte

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VIAREGGIO. Salta l’incarico d’oro finito nella bufera al Consorzio di bonifica Toscana Nord. All’ex direttrice del Consorzio oggi in pensione, Daniela Marini, era stato fatto un contratto di collaborazione da 55mila euro per gestire 89 cantieri per la manutenzione di fiumi e fossi da qui al 2019: ma lei ha deciso di rinunciare dopo le polemiche di questi giorni. Lo rende noto lo stesso Consorzio.

«Si è preferito dare spazio al qualunquismo, alla strumentalizzazione e alla piccola polemica politica che sa tanto di interessi di bottega, dimenticandoci che l’unico interesse da difendere è la sicurezza del territorio e dei cittadini – afferma il presidente del Consorzio Ismaele Ridolfi – la dottoressa Marini ha rinunciato proprio a causa, e lo dico con rammarico del clima becero e scomposto, che è stato innescato ad arte sulla vicenda». Il riferimento è a Fortunato Angelini, che nell’assemblea consortile è all’opposizione. «In un Paese normale ed in un’azienda privata – prosegue Ridolfi – si sarebbero stesi tappeti in terra ad un manager che aveva già coordinato un gruppo di lavoro del Piano di sviluppo rurale che in 7 mesi aveva appaltato e portato a compimento interventi per 7 milioni di euro e che aveva accettato di cimentarsi in questa nuova sfida professionale. Sette milioni di opere realizzate in 7 mesi coordinati dalla dottoressa Marini: un miracolo in un Paese nel quale le opere durano decenni. Per questo, l’amministrazione consortile aveva pensato al suo coinvolgimento, al fianco della struttura interna, per portare a termine ben 89 cantieri in due anni, per un finanziamento complessivo di 18 milioni di euro. L’incarico a lei affidato, articolato su più anni, prevedeva, tra l’altro, un corrispettivo economico solo al pieno conseguimento dell’obiettivo posto, e cioè la totale realizzazione degli interventi programmati. Un risparmio, non una spesa perché la riduzione dei tempi di realizzazione delle opere, che la professionista aveva dimostrato di saper conseguire nella gestione del precedente Psr, avrebbe determinato flussi di incassi più rapidi con evidenti vantaggi economici per l’Ente consortile. Si sta parlando di quelle opere, per intendersi, che i cittadini aspettano per la sicurezza idrogeologica del proprio territorio. Alla dottoressa Marini – conclude Ridolfi – va un profondo, sincero e pubblico ringraziamento, per la disponibilità, la correttezza e la professionalità dimostrata, anche in questa occasione».



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