Gioco
Mille firme per la rotonda alle curve di Motrone
di Luca Basile
Dopo l’ennesimo incidente di pochi giorni fa i cittadini tornano a chiedere un intervento sulla viabilità: «Tratto troppo pericoloso, va messo in sicurezza»
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PIETRASANTA. L’ultimo incidente, in ordine cronologico, risale a mercoledì scorso: coinvolti due mezzi, uno proveniente da via Tremaiola e l’altro che procedeva sulla via Aurelia. Paura, pochi danni, ma, fortunatamente, nessuna conseguenza per gli automobilisti tanto che non sarebbero neppure stati chiamati i vigili per i rilievi del caso. Analogo scenario, due giorni prima con un ciclista urtato, anche qui miracolosamente senza conseguenze, da un’auto in uscita dalla via Setteponti. Un tratto di strada da sempre ritenuto ad alto rischio, quello delle curve di Motrone lungo la via Aurelia: vuoi per la scarsa visibilità, vuoi per l’immissione da altre vie e la presenza di incroci, vuoi per un’illuminazione precaria: nello scorso mese di aprile, in Comune, era stata protocollata una raccolta firme con oltre mille persone che chiedevano, e chiedono ancora oggi, la realizzazione nella sede in questione, di una rotonda.
«Da oltre 20 anni si parla dei rischi che si corrono transitando dalle curve di Motrone: da oltre 20 anni, però, non vengono date risposte. Gli oltre mille firmatari – residenti, turisti, titolari di attività e via dicendo – hanno messo nero su bianco la volontà di rendere le curve di Motrone più sicure. Perché in questa sede il pericolo di incidenti, anche e soprattutto gravi, è sempre all’ordine del giorno data la complessità degli innesti e la visibilità in certi momenti vicina al nulla: non è una questione politica – spiega l’ex consigliere comunale Daniele Taccola fra i promotori con Lalli Tonacchera e Francesco Verona della raccolta – questa iniziativa, ma è la legittima preoccupazione di chi conosce questo tratto di Aurelia e chiede, prima che sia troppo tardi, di intervenire e rendere le curve di Motrone un punto dove si può procedere, a piedi, in bici, su uno scooter o alla guida di una macchina, quanto meno, in relativa sicurezza».
Raccolta firme che però, ad oggi, come ricorda l’ex assessore Simone Tartarini, giace in municipio. «Come amministrazione avevamo avviato i primi contatti con Anas, poi, con la decadenza della nostra giunta, l’iter si è bloccato: non so chi sarà ad amministrare la città nei prossimi mesi, ma un fatto è certo: a prescindere dal nome del sindaco, la rotonda, alle curve di Motrone – spiega Tartarini – dovrà essere, a mio avviso, una priorità».
«Da oltre 20 anni si parla dei rischi che si corrono transitando dalle curve di Motrone: da oltre 20 anni, però, non vengono date risposte. Gli oltre mille firmatari – residenti, turisti, titolari di attività e via dicendo – hanno messo nero su bianco la volontà di rendere le curve di Motrone più sicure. Perché in questa sede il pericolo di incidenti, anche e soprattutto gravi, è sempre all’ordine del giorno data la complessità degli innesti e la visibilità in certi momenti vicina al nulla: non è una questione politica – spiega l’ex consigliere comunale Daniele Taccola fra i promotori con Lalli Tonacchera e Francesco Verona della raccolta – questa iniziativa, ma è la legittima preoccupazione di chi conosce questo tratto di Aurelia e chiede, prima che sia troppo tardi, di intervenire e rendere le curve di Motrone un punto dove si può procedere, a piedi, in bici, su uno scooter o alla guida di una macchina, quanto meno, in relativa sicurezza».
Raccolta firme che però, ad oggi, come ricorda l’ex assessore Simone Tartarini, giace in municipio. «Come amministrazione avevamo avviato i primi contatti con Anas, poi, con la decadenza della nostra giunta, l’iter si è bloccato: non so chi sarà ad amministrare la città nei prossimi mesi, ma un fatto è certo: a prescindere dal nome del sindaco, la rotonda, alle curve di Motrone – spiega Tartarini – dovrà essere, a mio avviso, una priorità».
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