La manifestazione
La protesta dei comitati, ma la nuova antenna è autorizzata
TORRE DEL LAGO. Spunta una antenna delle telefonia in via Gramsci ed i cittadini si ribellano, così come i comitati che si battono da tempo contro l’inquinamento da elettrosmog. Il Comune di...
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TORRE DEL LAGO. Spunta una antenna delle telefonia in via Gramsci ed i cittadini si ribellano, così come i comitati che si battono da tempo contro l’inquinamento da elettrosmog. Il Comune di Viareggio si dotato di una Piano per le antenne, dopo anni in cui le compagnie telefoniche hanno potuto procedere alle installazioni in libertà, proprio perché mancava un piano che regolamentasse la presenza degli impianti sul territorio. E così, liberamente, anche la Linkem si è fatta avanti con la richiesta per l’antenna di via Gramsci, che vedrà la luce su un’abitazione privata.
«Richiesta che a marzo 2017 aveva l’autorizzazione e anche il via libera della Soprintendenza», spiega l’assessore all’ambiente Federico Pierucci. Documenti ottenuti in regime di libertà assoluta.
A Piano adottato (manca ancora il passaggio dell’approvazione definitiva, una volta esaminate ed accolte o respinte le osservazioni) l’amministrazione comunale «ha chiesto che per l’operazione venisse richiesta una Scia. Così è stato e la Scia è stata ottenuta». A questo punto resta un ultimo passaggio, sottolinea Pierucci: «Abbiamo chiesto una verifica dell’assenza di abusi edilizi sull’intero immobile».
Ma Comitato di via Matteotti (Daniele Cinquini), Comittao Marco Polo (Marcello Ricci), Comitato Pedona ambiente e salute (Luca Coluccini) al di là della vicenda in sé di Torre del Lago, che pure non è irrilevante, si chiedono «se è ancora attivo il Tavolo di lavoro che li ha visti per lungo tempo impegnati e che senso abbia oggi lo stesso gruppo di lavoro davanti ad una comprovata volontà dell’amministrazione comunale di continuare a gestire la materia unilateralmente». Anche perché, sono le parole di Cinquini e Ricci, «non si riesce più ad entrare in contatto con l’assessore Pierucci. Così come non ci sono ancora risposte al fascicolo delle osservazioni». Ed inoltre: «Dopo l’adozione del Piano era stato assicurato che su sarebbe tenuta una commissione ambiente per illustrarlo nel dettaglio. Ma ciò non è mai accaduto».
E se Moreno Bucci lancia la stoccata a Pierucci chiedendo «se l’assessore sia o meno in sintonia con il suo funzionario», Ricci e Cinquini dicono chiaro e tondo che «i comitati non vogliono essere e non sono responsabili di scelte che l’amministrazione comunale fa unilateralmente. Scelte che non condividiamo». (d.f.)
«Richiesta che a marzo 2017 aveva l’autorizzazione e anche il via libera della Soprintendenza», spiega l’assessore all’ambiente Federico Pierucci. Documenti ottenuti in regime di libertà assoluta.
A Piano adottato (manca ancora il passaggio dell’approvazione definitiva, una volta esaminate ed accolte o respinte le osservazioni) l’amministrazione comunale «ha chiesto che per l’operazione venisse richiesta una Scia. Così è stato e la Scia è stata ottenuta». A questo punto resta un ultimo passaggio, sottolinea Pierucci: «Abbiamo chiesto una verifica dell’assenza di abusi edilizi sull’intero immobile».
Ma Comitato di via Matteotti (Daniele Cinquini), Comittao Marco Polo (Marcello Ricci), Comitato Pedona ambiente e salute (Luca Coluccini) al di là della vicenda in sé di Torre del Lago, che pure non è irrilevante, si chiedono «se è ancora attivo il Tavolo di lavoro che li ha visti per lungo tempo impegnati e che senso abbia oggi lo stesso gruppo di lavoro davanti ad una comprovata volontà dell’amministrazione comunale di continuare a gestire la materia unilateralmente». Anche perché, sono le parole di Cinquini e Ricci, «non si riesce più ad entrare in contatto con l’assessore Pierucci. Così come non ci sono ancora risposte al fascicolo delle osservazioni». Ed inoltre: «Dopo l’adozione del Piano era stato assicurato che su sarebbe tenuta una commissione ambiente per illustrarlo nel dettaglio. Ma ciò non è mai accaduto».
E se Moreno Bucci lancia la stoccata a Pierucci chiedendo «se l’assessore sia o meno in sintonia con il suo funzionario», Ricci e Cinquini dicono chiaro e tondo che «i comitati non vogliono essere e non sono responsabili di scelte che l’amministrazione comunale fa unilateralmente. Scelte che non condividiamo». (d.f.)
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