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E' stato ucciso da un malore l'uomo trovato morto in giardino

E' stato ucciso da un malore l'uomo trovato morto in giardino

C’erano tracce di cocaina nel sangue e nelle urine del 43enne ma nessun segno di violenza sul corpo. Cade quindi l’ipotesi dell’omicidio, per la conferma bisognerà però aspettare il referto dell’autopsia

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CAMAIORE. Non c’è alcun segno di violenza sul corpo di Mohamed Ghamni, l’uomo di 43 anni trovato morto giovedì mattina nel giardino di una casa in ristrutturazione in via del Mattatoio a Camaiore. Lo conferma l’autopsia eseguita ieri mattina dal medico legale Stefano Pierotti. Il referto non è ancora pronto, ma dai primi accertamenti sembra cadere l’ipotesi di un omicidio. Si fa spazio invece quella del malore. Nel sangue e nelle urine dell’uomo c’erano infatti tracce di cocaina. È possibile quindi che Ghamni ne abbia usata troppa, fino a perdere la ragione, fino a spogliarsi e ad andare in giro nudo per il quartiere. Fino alla morte.
Un residente della zona lo ha trovato nudo alle 7 di mattina in quel giardino a dieci metri di distanza da casa sua, in via Bachelet. Era sdraiato pancia all’insù, pugno sinistro chiuso, occhi aperti. Aveva la brina sul corpo. E chissà da quanto tempo era lì, solo e nudo.

Nella serata di giovedì lo avevano visto più volte a Camaiore. Alla Conad, al bar Settebello che frequentava spesso. C’è chi giura di averlo visto anche a petto nudo, in tarda serata, e poi più nulla.
Tutti, nel quartiere in cui viveva, quando hanno sentito di un cadavere, hanno pensato a lui. E hanno pensato subito che fosse stato ucciso. Il 2 agosto scorso, infatti, era già stato aggredito ed era finito in rianimazione con la gola squarciata. Lo aveva colpito con due bottiglie rotte un camaiorese di 35 anni, Fabio Giannecchini, dopo una lite. Aveva passato giorni e giorni in rianimazione e ne era uscito per un soffio. Settimana scorsa, poi, lo avevano visto litigare con un altro ragazzo, sottoposto poi a un trattamento sanitario obbligatorio (fatto non accaduto al bar Settebello, come scritto ieri da Il Tirreno, ma in un altro luogo). Tutti, quindi, hanno pensato all’omicidio. Ma forse è solo una brutta coincidenza. E tutto torna.

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I vestiti di Ghamni erano infatti davanti a casa sua. La porta era chiusa a chiave e dentro tutto era in ordine. Nessun segno di scasso, di furti, di violenza. Probabile che lui, di rientro da una serata, non sia nemmeno entrato in casa. Probabile che si sia spogliato da solo e se ne sia andato in giro nudo sfidando il gelo.
In questo caso si tratterebbe di capire anche, scoprire più che altro, se Ghamni fosse solo in quel momento o se qualcuno lo abbia abbandonato nel momento del bisogno. Nel caso si ipotizzerebbe l’omissione di soccorso. I carabinieri stanno portando avanti indagini a 360 gradi, con testimoni, telecamere, ricostruzioni, per capire cosa sia successo dall’ultima vista che hanno visto vivo Ghamni fino alle 7 di mattina di giovedì quando è stato ritrovato cadavere.

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