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Cinquanta test anti-tallio ma i cittadini protestano

Cinquanta test anti-tallio ma i cittadini protestano

VALDICASTELLO. Ad oggi sono una cinquantina le case di Valdicastello dove Gaia, con la collaborazione del comitato Tallio, ha eseguito controlli sulla rete idrica interna. Metodologia di controllo...

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VALDICASTELLO. Ad oggi sono una cinquantina le case di Valdicastello dove Gaia, con la collaborazione del comitato Tallio, ha eseguito controlli sulla rete idrica interna. Metodologia di controllo che però da sempre il comitato contesta.

«Alla gente che abita a Valdicastello preme che sia esclusa ogni possibile presenza di tallio nell’acqua e per questo motivo ribadiamo che aprire i rubinetti 30 minuti prima del prelievo per fare scorrere l’acqua o ancora decidere, in modo arbitrario, su quale rubinetto effettuare i campionamenti non ci trova d’accordo. Fino ad oggi abbiamo supportato l’azione di Gaia ma se non verranno incontro alle richieste degli abitanti condividendo la metodologia di prelievo, le analisi sull’acqua nelle abitazioni ce le faremo da soli comunicando poi gli esiti a chi di dovere», fanno sapere i referenti del comitato.

«In questo ultimo periodo i controlli sono stati eseguiti nella zona più bassa del paese: sono stati resi noti una trentina di esiti che certificano valori al momento nella norma, fatta eccezione per un’ abitazione, chiusa da tempo, dove il tallio è’ stato rilevato addirittura a 98 microgrammi per litro - il valore di legge è di 2, anche se l’obiettivo è di non andare oltre 0.50 - e in un’altra abitazione dove ci sono tracce di tallio nella rete idrica interna», hanno aggiunto.

Nel frattempo nella frazione si continua a consumare acqua in bottiglia o a prenderla dalle fontane di altre località.

«La preoccupazione dopo 3 anni e mezzo resta a livello di guardia. Per rendersene conto basta farsi un giro in paese il giorno in cui viene raccolta la plastica: ci sono sacchi stracolmi di bottiglie a riprova dello scetticismo - spiega il presidente del comitato Luigi Pelliccioni - nel consumare l’acqua di casa».

Comitato che punta poi l’indice contro gli uffici comunali: «Si erano impegnati ad informarci, entro la metà del dicembre scorso, sulla tempistica dei lavori da eseguire, inclusa la rimozione della parte consistente di amianto presente a Rezzaio. Così come niente è dato sapere su quando sarà possibile tornare ad irrigare i nostri orti, pratica oggi vietata, e ancora sullo stato dei pozzi privati. Ne riparleremo con il commissario prefettizio, o chi per lui, visto che è stata dimostrata la volontà di avere un dialogo. Chiederemo al tempo stesso che gli universitari di Pisa e i ricercatori del Cnr tornino a fare parte del tavolo tecnico».

(l.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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