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Se il fumo ti uccide e ti riduce ad uno scheletro

di Carlo Lombardi
Se il fumo ti uccide e ti riduce ad uno scheletro

VIAREGGIO. Prima ecologista, poi animalista e adesso salutista: Carlo Lombardi rifugge ancora la satira politica per spostare l’attenzione sui più devastanti danni arrecati all’ambiente. Stavolta non...

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VIAREGGIO. Prima ecologista, poi animalista e adesso salutista: Carlo Lombardi rifugge ancora la satira politica per spostare l’attenzione sui più devastanti danni arrecati all’ambiente. Stavolta non ci sono squali, scheletri di dinosauri o orse polari a dominare il suo nuovo carro di prima categoria Fumo negli occhi: il protagonista, stavolta, è proprio l’uomo. E si parla della dipendenza dalle sigarette, per responsabilizzare i fumatori alla cura della propria salute e quella di chi gli sta vicino, ma anche degli incalcolabili interessi economici che si celano dietro la vendita di un pacchetto di “bionde”. Il monito è chiaro e diretto in particolar modo alle future generazioni: non bruciate il vostro futuro, ma accendere il vostro benessere.

Il tema. La prima notizia, se vogliamo, è che a confezionare questo carro contro la nicotina sia stato un ex fumatore, che dunque può parlare con cognizione di causa. «Sono partito dalla sigaretta e la mia costruzione può essere naturalmente considerata un grido d’allarme sui guai provocati dal fumo», dice Lombardi. «Però spetta a chi osserva il carro interpretarlo come meglio ritiene e certamente la riflessione può essere allargata, ad esempio, ai danni che crea la dipendenza in generale e all’economia da capogiro che sta dietro le sigarette, dalle multinazionali ai monopoli di Stato: pensate a quanto guadagna su ogni pacchetto o stecca venduti».

Senza dimenticare che negli Stati Uniti ai tempi del primo mandato presidenziale di George W. Bush il segretario della Salute è stato Tommy Thompson, a cui il colosso delle sigarette Philip Morris pagò diversi viaggi all’estero e versò 72mila dollari per la campagna elettorale a governatore del Wisconsin. A metà anni Novanta, poi, la giornalista Alix Freedman del Wall Street Journal scrisse in un articolo che la Brown & Williamson aggiungeva alle proprie misture componenti chimici come l'ammoniaca che aumentavano la dipendenza dei fumatori dalla sigaretta: ricevette per questo il Premio Pulitzer nel 1996. Non solo danni all’organismo, dunque: il fumo è anche un lucroso business.

Il carro. Sarà una costruzione ridotta all’osso, nel senso che la figura centrale è un mastodontico scheletro circondato da mozziconi di sigarette: «Sarà un mascherone particolarmente trasgressivo, con i tatuaggi e tante altre piccole sfumature», è l’anticipazione di Lombardi. Sulla parte posteriore s’innalzano le canne di un organo che in realtà simboleggiano le ciminiere delle grandi multinazionali che producono e raffinano tabacco.

I figuranti saranno tutti a terra e questo per rispondere a un chiaro progetto di regia: «Lo scheletro si accende una sigaretta, e nel frattempo tiene dei mozziconi nell’altra mano, poi la scuote, fa un respiro, uno sbuffo di fumo e poi ricomincia: ho voluto rappresentare così la gestualità della sigaretta che è anche ritualità. Da ex fumatore dico che crea dipendenza, ma anche piacere, per quanto effimero: potrà succedere tre-quattro volte, poi è nervosismo, oppure moda, oppure ribellione, ma non è assolutamente necessità. Ecco, ci tengo che questi movimenti riescano alla perfezione e abbiano impatto sul pubblico».

Nella colonna sonora realizzata appositamente per il carro non ci sarà, dopo anni di sodalizio, la canzone ufficiale curata da Alessandro Pasquinucci ma circa sei-sette brani riprodotti a ciclo continuo: uno di questi è “Heroes”, uno dei successi di David Bowie. «La scelta è stata personale ma, se vogliamo, anche funzionale al mio nuovo progetto: il Duca Bianco scrisse il testo in un periodo in cui stava disperatamente cercando di uscire dalla dipendenza dell’alcol e della cocaina, quindi la canzone si carica anche di ulteriori significati».

E anche se è un carro che denuncia senza mezzi termini quanto di negativo porta in dote il fumo, Lombardi non dimentica di trovarsi in un contesto carnevalesco: «Si cerca di ridere un po’, di sdrammatizzare. Per questo all’interno della cassa toracica ci sarà un cuore che pulsa, simbolo della vita che c’è e continua ad esserci: spetta soltanto a noi decidere cosa farne e quale futuro riservarle». Già.

(8 - continua)

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