Sicurezza
Rebecchi svaligiato per la terza volta
di Melania Carnevali
I ladri hanno portato via vestiti di marca e il computer della cassa. «Abbiamo allarmi e lucchetti, non sappiamo più cosa fare»
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VIAREGGIO. Sono entrati di nuovo dal retro, in una notte in cui il vento forte faceva scattare un allarme dietro l’altro e i vigilantes rimbalzavano tra i negozi di Viareggio alla caccia di ladri che poi ladri non erano. E sono stati dentro poco, pochissimo, ma chissà quanto. Uno, due, tre, cinque minuti. Giusto il tempo di riempirsi le braccia con migliaia di euro di vestiti di marca e un computer e poi fuggire nel buio. Gli uomini della Securitas Metronotte in un lampo erano lì, davanti al negozio, ma loro non c’erano già più. È il terzo furto in un mese messo a segno al negozio Vela di Massimo Rebecchi, store multibrand di moda e design uomo e donna piazzato lungo la Passeggiata di Viareggio. Il quarto, se si considera un tentato furto, poi fallito.
Che sia una coincidenza, poco ci credono. Non ci credono i titolari e nemmeno gli uomini del commissariato di polizia di Viareggio che stanno indagando. Più probabile che i ladri siano gli stessi. E che volessero ogni volta proprio quei capi di abbigliamento oppure, più semplicemente, che ormai in quel negozio di lusso abbiano capito come fare.
Il primo furto è stato messo a segno nella notte tra il 10 e l’11 dicembre scorso. Sono le 5 circa. I ladri entrano da un ingresso lato Lido di Camaiore forzando le bocche di lupo, le grate che chiudono l’accesso al seminterrato. Portano via di tutto, soprattutto giacconi, piumini, maglie. E poi si danno alla fuga. Nella notte tra il 14 e il 15 dicembre tornano. Sono le 3. Questa volta passano dal retro. C’è un ingresso che guarda la spiaggia. Provano a forzare la vetrata, non ci riescono. E allora la spaccano. Questa volta spariscono soprattutto scarpe. Ma pur sempre un bottino da migliaia di euro tra Piumini Colmar, maglie Stone Island e scarpe Adidas. Non è finita. La notte dopo ci riprovano, ma con gli infissi nuovi e l’allarme non riescono a entrare. Passano le feste e succede un’altra volta. Nella notte tra martedì e mercoledì i ladri tornano. Vanno direttamente sul retro. Entrano spaccando il lucchetto e forzando la vetrata. La chiamata alle forze dell’ordine e al metronotte parte subito, ma ai ladri basta poco tempo. Prendono tutto quello che trovano all’ingresso e fuggono via. Spariscono nella notte, sotto telecamere che forse hanno registrato qualcosa. O forse no. «Controlleremo», dicono dal commissariato di Viareggio.
A quanto ammonta il bottino questa volta? «Non abbiamo ancora fatto l’inventario, ma hanno portato via tanti capi di abbigliamento e il computer della cassa. Hanno portato via tutto quello che hanno trovato lì davanti», racconta Malita Gagnesi Rebecchi, moglie dello stilista viareggino. Non è a Viareggio in questi giorni e ha saputo del furto dai dipendenti. «Mi hanno mandato le foto. Hanno fatto di nuovo un bel disastro».
Sul posto sono intervenuti anche gli uomini della Scientifica. Di tracce ne sono state lasciate poche. L’unica speranza è appunto nel sistema di videosorveglianza della città. O nei testimoni, se ce ne sono. «È un grosso danno – continua Malita Rebecchi –: ci toccano nel momento clou, quello dei saldi, del Carnevale, in un momento poi in cui stavamo iniziando ad allestire le vetrine con le nuove collezioni». Quelle non sono state toccate. «Fortunatamente non le hanno viste». Ma ora il problema è un altro. È capire come affrontare le notti. «Abbiamo messo lucchetti, allarmi, abbiamo una convenzione con il metronotte, e proprio in questi giorni stiamo installando le telecamere. Più di così non sappiamo cosa fare».
Che sia una coincidenza, poco ci credono. Non ci credono i titolari e nemmeno gli uomini del commissariato di polizia di Viareggio che stanno indagando. Più probabile che i ladri siano gli stessi. E che volessero ogni volta proprio quei capi di abbigliamento oppure, più semplicemente, che ormai in quel negozio di lusso abbiano capito come fare.
Il primo furto è stato messo a segno nella notte tra il 10 e l’11 dicembre scorso. Sono le 5 circa. I ladri entrano da un ingresso lato Lido di Camaiore forzando le bocche di lupo, le grate che chiudono l’accesso al seminterrato. Portano via di tutto, soprattutto giacconi, piumini, maglie. E poi si danno alla fuga. Nella notte tra il 14 e il 15 dicembre tornano. Sono le 3. Questa volta passano dal retro. C’è un ingresso che guarda la spiaggia. Provano a forzare la vetrata, non ci riescono. E allora la spaccano. Questa volta spariscono soprattutto scarpe. Ma pur sempre un bottino da migliaia di euro tra Piumini Colmar, maglie Stone Island e scarpe Adidas. Non è finita. La notte dopo ci riprovano, ma con gli infissi nuovi e l’allarme non riescono a entrare. Passano le feste e succede un’altra volta. Nella notte tra martedì e mercoledì i ladri tornano. Vanno direttamente sul retro. Entrano spaccando il lucchetto e forzando la vetrata. La chiamata alle forze dell’ordine e al metronotte parte subito, ma ai ladri basta poco tempo. Prendono tutto quello che trovano all’ingresso e fuggono via. Spariscono nella notte, sotto telecamere che forse hanno registrato qualcosa. O forse no. «Controlleremo», dicono dal commissariato di Viareggio.
A quanto ammonta il bottino questa volta? «Non abbiamo ancora fatto l’inventario, ma hanno portato via tanti capi di abbigliamento e il computer della cassa. Hanno portato via tutto quello che hanno trovato lì davanti», racconta Malita Gagnesi Rebecchi, moglie dello stilista viareggino. Non è a Viareggio in questi giorni e ha saputo del furto dai dipendenti. «Mi hanno mandato le foto. Hanno fatto di nuovo un bel disastro».
Sul posto sono intervenuti anche gli uomini della Scientifica. Di tracce ne sono state lasciate poche. L’unica speranza è appunto nel sistema di videosorveglianza della città. O nei testimoni, se ce ne sono. «È un grosso danno – continua Malita Rebecchi –: ci toccano nel momento clou, quello dei saldi, del Carnevale, in un momento poi in cui stavamo iniziando ad allestire le vetrine con le nuove collezioni». Quelle non sono state toccate. «Fortunatamente non le hanno viste». Ma ora il problema è un altro. È capire come affrontare le notti. «Abbiamo messo lucchetti, allarmi, abbiamo una convenzione con il metronotte, e proprio in questi giorni stiamo installando le telecamere. Più di così non sappiamo cosa fare».
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