Il dolore
Rapinava centri massaggi, preso trentenne
Giovane pietrasantino denunciato dalla polizia per quattro colpi (solo due riusciti) a due attività gestite da cinesi
PIETRASANTA. Due rapine riuscite. Pochi spiccioli e un cellulare. Altre due tentate ma fallite. Una di queste finite a sassate di rabbia contro la vetrata. Le vittime sono sempre le stesse: due centri massaggi gestiti da cinesi lungo la Statale Aurelia, a Pietrasanta. L’autore, pure, è sempre lo stesso: un trentenne pietrasantino, beccato poi dalla polizia e denunciato per rapina continuata, tentata rapina e danneggiamento aggravato.
Non è stato poi così difficile per gli uomini del commissariato di Forte dei Marmi capire chi fosse, il rapinatore. Aveva già precedenti e, tutti i colpi, li ha fatti a volto scoperto.
Il primo il 29 dicembre scorso. Il giovane si presenta come un cliente. Vuole un massaggio, dice. Entra. Tira fuori il coltello e inizia a minacciare le dipendenti del centro. Vuole soldi. Vuole tutto quello che c’è di valore lì dentro. Troverà solo qualche euro in cassa e andrà via con quelli in fretta e furia. Qualche giorno dopo, però, ritorna. Di nuovo a volto scoperto pensando forse di non essere riconosciuto. Ma questa volta, dentro il centro massaggi, c’è già un cliente e lui se ne va a mani vuote.
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Ma non molla. Ritorna. Sempre nello stesso centro massaggi. Le dipendenti questa volta non aprono, si chiudono dentro, chiamano la polizia. Lui prova ad aprire con forza la porta. Non ci riesce. Tira un sasso contro la vetrata, la spacca e fugge via va.
Cambia la vittima. Prende di mira un altro centro massaggi, sempre lungo l’Aurelia, a Pietrasanta. Sempre gestito da cinesi. Finge di nuovo di essere un cliente, di volere un massaggio, entra e minaccia. Tanto fumo e spavento per poi fuggire solo con il cellulare di una dipendente.
Tutto succede nell’arco di una settimana a cavallo tra il dicembre dello scorso anno e questo mese. Il rapinatore sta diventando l’incubo delle massaggiatrici, quando gli agenti di polizia chiudono il cerchio.
Perché due più due fa quattro e lui lo conferma. Con la descrizione dei testimoni (dipendenti dei centri massaggi e altri presenti) e la memoria di agenti fisionomisti che alla descrizione dell’uomo hanno subito associato un volto, gli investigatori dalla squadra anticrimine sono riusciti a risalire al rapinatore.
Durante la perquisizione a casa del giovane è stato infatti trovato (e poi sequestrato) il coltello usato durante le rapine. L’uomo è stato quindi denunciato alla procura di Lucca in stato di libertà «per trascorsa flagranza», fanno sapere dal commissariato, per rapina continuata, tentata rapina e danneggiamento aggravato.
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