Attenzione
gabriella poli
«Ho quattro figli piccoli e sono da sola»
MASSAROSA. Davanti al cancello della Ponsi le donne si radunano ad un lato, nessuna sa quale sarà il proprio destino: né quelle che verranno licenziate a breve, né quelle che rimarranno perché,...
2 MINUTI DI LETTURA
MASSAROSA. Davanti al cancello della Ponsi le donne si radunano ad un lato, nessuna sa quale sarà il proprio destino: né quelle che verranno licenziate a breve, né quelle che rimarranno perché, dicono, «ci avevano detto che facendo il part-time nessuno sarebbe andato a casa e invece, a neanche sei mesi da quelle parole, eccoci qui a protestare contro i licenziamenti».
Tra queste donne c’è anche Gabriella Poli, affranta e appoggiata a una delle sbarre pensa che a casa l’aspettano i suoi quattro figli e dovrà presto trovare un modo per crescerli.
«Ho quattro figli - ribadisce - oltretutto sono anche sola. Il mio matrimonio è finito e io mi ritrovo adesso anche senza un lavoro».
La delusione è forte: adesso ha 43 anni, lavora alla Ponsi da quando ne aveva 16, è operaia di terzo livello e tra poco sarà senza un’occupazione.
La ristrutturazione ha toccato anche lei e ad aprile dovrà cercarsi un altro lavoro per mantenere i suoi figli.
«Avevamo tutti creduto al fatto che con le misure di ristrutturazione come la cassaintegrazione e con il part-time i nostri posti sarebbero stati salvi - dice - invece adesso ci prenderemo la disoccupazione e arrivederci».
Insieme a lei ci sono altre donne, loro diversamente da Gabriella sono rimaste a casa di già per la cassaintegrazione.
Tutte operaie che hanno ricevuto qui la loro prima assunzione. Tutte lavoratrici che adesso, dopo i quarant’anni, devono di nuovo rimettersi in gioco.
I problemi che hanno portato a queste scelte sono i cali negli ordini, la qualità del prodotto che non sarebbe più all’altezza.
«Non possiamo pagare noi le scelte compiute da altri - dicono le donne - noi abbiamo sempre lavorato onestamente».
(cbm)
Tra queste donne c’è anche Gabriella Poli, affranta e appoggiata a una delle sbarre pensa che a casa l’aspettano i suoi quattro figli e dovrà presto trovare un modo per crescerli.
«Ho quattro figli - ribadisce - oltretutto sono anche sola. Il mio matrimonio è finito e io mi ritrovo adesso anche senza un lavoro».
La delusione è forte: adesso ha 43 anni, lavora alla Ponsi da quando ne aveva 16, è operaia di terzo livello e tra poco sarà senza un’occupazione.
La ristrutturazione ha toccato anche lei e ad aprile dovrà cercarsi un altro lavoro per mantenere i suoi figli.
«Avevamo tutti creduto al fatto che con le misure di ristrutturazione come la cassaintegrazione e con il part-time i nostri posti sarebbero stati salvi - dice - invece adesso ci prenderemo la disoccupazione e arrivederci».
Insieme a lei ci sono altre donne, loro diversamente da Gabriella sono rimaste a casa di già per la cassaintegrazione.
Tutte operaie che hanno ricevuto qui la loro prima assunzione. Tutte lavoratrici che adesso, dopo i quarant’anni, devono di nuovo rimettersi in gioco.
I problemi che hanno portato a queste scelte sono i cali negli ordini, la qualità del prodotto che non sarebbe più all’altezza.
«Non possiamo pagare noi le scelte compiute da altri - dicono le donne - noi abbiamo sempre lavorato onestamente».
(cbm)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
