Il Tirreno

Versilia

Spaccio, risse e degrado In piazza D’Azeglio

di Donatella Francesconi
Spaccio, risse e degrado In piazza D’Azeglio

Nel weekend uomo nudo con una bottiglia rotta in mano inseguito sul viale a mare I commercianti: «Le liti violente tra stranieri all’ordine del giorno appena fa buio»

4 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. «Hanno litigato, dici? Ci sta: ma io neppure mi volto più». Passeggiata, edicola. Dall’altra parte del viale a Mare c’è piazza D’Azeglio, con il capolinea dei bus urbani ed extraurbani, le vecchie panchine in pietra, i marciapiedi dalle mattonelle saltate al punto che è tutto un su e giù con il rischio di ritrovarsi catapultati faccia a terra. L’edicolante racconta al cronista di non voltarsi più quando sente le grida levarsi alle spalle della propria attività «perché da quando fa buio in poi gli stranieri che stazionano sulle panchine bevono, fumano e litigano tra di loro ogni giorno». La maggior parte spaccia e chi conosce la piazza mostra la panchina punto di riferimento. Non è un segreto quanto avviene, qui come in piazza Dante o in pineta di Ponente o dietro lo stadio dei Pini: «Se verso le 18 passa nei giardini dietro il casottino ex Lazzi, sulle panchine vedrà il gruppetto nordafricano che spaccia libero e sereno», è la segnalazione di una cittadina su Facebook.

La piazza tra la vecchia biglietteria Lazzi ed il capolinea Ctt Nord è resa più buia dalla presenza dei tanti autobus in sosta, capolinea destinato alla stazione con tanto di finanziamenti erogati dalla Regione ma trasferimento mai avvenuto. E cosa avviene tra la vecchia biglietteria ed il casottino Enel proprio davanti alla Galleria Nettuno della Passeggiata è ogni sera sotto gli occhi di tutti. L’ultima lite è stata nel fine settimana appena trascorso, poco dopo le 20, all’ora del giro aperitivo-cinema-pizzetta.

A raccontarla nei particolari è uno degli addetti alla sosta: «Un uomo si è staccato dal gruppo che era nella zona del casottino Enel e si è spogliato. Nudo, impugnava una bottiglia che aveva spaccato e minacciava gli altri con i quali stava litigando». A loro volta gli altri avevano in mano altrettante bottiglie rotte «e lo hanno rincorso fino in mezzo al viale a Mare».

Numerose le chiamate al 113, con la Volante «impegnata a Capezzano, così ci hanno detto, che ha impiegato una ventina di minuti ad arrivare sul posto. E c’è da capirli, con le forze ridotte che hanno». Il tutto è avvenuto a Passeggiata affollata e sotto gli occhi di molte persone che hanno assistito attonite.

Poco prima di Natale era andato in scena analogo show: questa volta, però, lato Molo, quello dei negozi della zona Galleria D’Azeglio. Lite tra stranieri, bottiglie che si infrangono nel tardo pomeriggio già buio grazie alle giornate più corte: «La scia di sangue che arrivavano fino all’angolo con la profumeria», raccontano all’edicola all’angolo tra via Foscolo e via Garibaldi.

«Le donne, spesso anziane, che aspettano l’autobus dopo il tramonto», racconta ancora l’addetto Mover, «spesso ci chiedono se possiamo attendere con loro che il mezzo arrivi e che loro siano salite». Accade a Viareggio, vista Passeggiata, non alla periferia di una metropoli. Accade in piazza D’Azeglio, primo punto di arrivo in città, come pure è la stazione dove da anni la situazione è analoga. Perché le piazze cittadine vivono il massimo dello stato di abbandono.

Nella piazza vista mare i cartelli segnaletici del Comune sono buttati in mezzo alle aiuole senza che nessuno li tiri su; le biciclette fatte a pezzi non vengono rimosse («sono un monumento, non lo vedi?» è la battuta tra chi staziona nella zona dei bagnetti pubblici chiedendo qualche spicciolo per comprare alcol); le foglie fanno tappeto nelle aiuole e sui marciapiedi, così che quando piove si forma una melma che rende certa la caduta; i cestini sono rigonfi dei sacchi di rifiuti abbandonati costantemente, tanto che a forza di spingerli dentro sono saltati i bordi in ferro.

Dalla piazza in faccia alla Passeggiata il Comune ha eliminato prima il mercatino dell’antiquariato, che per qualche domenica al mese ravvivava l’ambiente ed attirava clientela, e poi le giostre che tra Natale e Carnevale erano meta di famiglie e bambini anche durante la settimana, ai primi raggi di sole. «Le giostre illuminavano la zona», è la voce di uno degli edicolanti della Passeggiata, «e portavano gente ben diversa dai clienti degli spacciatori. Almeno per qualche mese».



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web