Il Tirreno

Versilia

QUANTI RICORDICI LASCIA NULLO VITI

di GIULIANO REBECHI

Nullo Viti era una di quelle persone che trovavi ancora sull’elenco telefonico, col proprio nome e cognome e indirizzo di casa. Da molto tempo non lo vedevo né di persona né su facebook dove,...

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Nullo Viti era una di quelle persone che trovavi ancora sull’elenco telefonico, col proprio nome e cognome e indirizzo di casa. Da molto tempo non lo vedevo né di persona né su facebook dove, nonostante l’età ormai avanzata, sapeva stare come un quindicenne.

Già da queste due cose – l’elenco telefonico e il social più famoso – ci dicono molto di lui che era insieme conservatore e innovatore. Conservatore perché questo profilo l’aveva ereditato dal partito comunista di cui fece parte (e i comunisti prima che rivoluzionari sono dei robusti conservatori). Innovatore perché sapeva stare al vento e mai si era fermato di fronte alle novità che la vita presenta, comprese quelle più difficili da doversi affrontare.

Ci siamo frequentati, visti, salutati e ritrovati tante volte ma un incontro, di qualche anno fa nella sua bella casa del Forte, lo ricordo in particolare. L’argomento non era dei più facili perché chiedevo a Nullo di ritornare ai suoi anni giovanili, alle prime armi da ragioniere nel tormentato e inquieto secondo dopoguerra. Non fece alcun sforzo a ricordare quando, poco più che ventenne, fu chiamato a far parte del collegio dei sindaci revisori della Cooperativa di consumo di Pietrasanta che già allora non era proprio un’aziendina contando nel 1947-48 più di diciottomila soci, con ricavi che andavano oltre un miliardo e duecento milioni di lire. Nullo mandò a memoria molte delle cose che avevo rintracciato in documenti e atti sparsi in mezza Toscana, citando con puntualità nomi di persone e loro ruoli e fornendomi così un riscontro prezioso su molte vicende di quel tempo lontano.

Lo ricordo infine volentieri in Sant’Agostino a Pietrasanta alla presentazione della sua ricerca sull’Ospedale civile “Pietro Lucchesi” di Pietrasanta dove a lungo svolse la sua professione nel settore amministrativo. Fu un’occasione lieta per lui e per tutti noi e piena di emozioni.

La sua scomparsa oggi può rattristare come è naturale ma è ben poca cosa rispetto al forte e intenso ricordo che lascia la sua intelligente vivacità.



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