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Versilia

I sindaci: nessuno spreco sulla sanità

I sindaci: nessuno spreco sulla sanità

«Per il commissario liquidatore della Società della salute speso meno del previsto»

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VIAREGGIO. Nessuno spreco di risorse, nessuna scelta discutibile. I sindaci Pd Franco Mungai (Massarosa), Alessandro Del Dotto (Camaiore), Riccardo Tarabella (Seravezza) e Maurizio Verona (Stazzema) respingono le accuse mosse sulla nomina del liquidatore della Società della salute della Versilia. Che comporta una spesa di 60mila euro. «Lasciano sconcertati, da quanto sono ridicole, le uscite di Mallegni, Baldini, compari vari e Rifondazione Comunista relative agli ultimi passaggi che hanno riguardato la messa in liquidazione, da loro voluta, della Società della salute – affermano i sindaci Pd – Che Mallegni si lamenti di ciò che lui stesso ha provocato è paradossale. La presidente Simona Barsotti, che responsabilmente ha gestito questa fase e ha evitato caos e cortocircuiti nei servizi, e tutti i Comuni che hanno seguito le sorti della Società della salute avviata, proprio per scelta di Mallegni, verso la soppressione hanno sempre rilevato che questa situazione avrebbe comportato dei costi maggiori dettati proprio dalla gestione della fase liquidatoria preventivamente, conteggiata in circa 100 mila euro. Mallegni, forse più impegnato ad abbandonare Pietrasanta per un posto sicuro in Parlamento, non lo sapeva? ».

«Per la scelta del liquidatore Asl e Comuni, dopo vari confronti interni e dopo avere analizzato tutte le soluzioni legittimamente praticabili – proseguono i sindaci – hanno reputato opportuno riferirsi a persona sicuramente competente ma non esterna (Riccardo Pardini, ex membro del collegio sindacale, ndr) per evitare che dovesse ripartire daccapo in una fase così delicata e complessa. La nomina così è ricaduta su un membro del collegio dei revisori in carica, il quale percepirà un compenso di 60mila euro l’anno, che è meno del 50% del compenso che a lui spetterebbe e che secondo le tabelle professionali dovrebbe percepire. Quella di Mallegni e compagni vari è solo volgare propaganda. Tutti dovrebbero sapere che altre persone eventualmente individuate, anche interne, avrebbero avuto un contratto a sé e quindi un costo equivalente, se non superiore dati i riferimenti tabellari previsti per assumersi questa responsabilità. Come tutti dovrebbero sapere che, come da noi sempre detto, tutto il costo della liquidazione dato dal compenso del liquidatore, dal costo del collegio sindacale che resta in carica per tutto il periodo della liquidazione così come previsto dal codice civile e dai costi per servizi amministrativi Asl, si sarebbe aggirato, come espresso in tutte le sedi, sui 100. 000 euro, somma che tra l’altro non ha un capitolo proprio di riferimento ma inciderà sui soci e quindi sui bilanci di Asl e dei Comuni. Chi crede ad altro non capisce quello di cui si sta parlando o è in malafede. L’unico modo per non avere il costo della liquidazione del Consorzio era, e sarebbe stato non scioglierlo ma farlo funzionare al meglio delle possibilità, facendo tesoro dell’esperienza di questi anni».

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