Il Tirreno

Versilia

Bufera sulla Bonifica per l’incarico d’oro all’ex direttrice

di Matteo Tuccini
Bufera sulla Bonifica per l’incarico d’oro all’ex direttrice

Contratto da 55mila euro per gestire 89 cantieri sul territorio Fortunato Angelini grida allo scandalo, il Consorzio si difende

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VIAREGGIO. Un incarico da 55mila euro assegnato sulla fiducia, senza alcuna selezione pubblica, all’ex direttrice andata in pensione sei mesi fa. L’ex presidente che grida allo scandalo e annuncia di volersi rivolgere alla Regione e alla Corte dei Conti. Il presidente attuale che dice di essere tranquillo, che non c’erano le professionalità necessarie all’interno dell’ente e che i soldi finiranno nelle tasche dell’ex dirigente solo se farà un lavoro eccezionale: portare a termine 89 cantieri entro il 2019.

Lo scenario in cui si muovono i personaggi della bufera è il Consorzio di bonifica Toscana nord. La Bonifica non è mai stata molto popolare tra i cittadini, a cui viene chiesto un contributo per la manutenzione di fiumi, fossi e canali. Mentre la politica l’ha sempre vista come un’utile scappatoia quando i posti da assegnare scarseggiano. Tempo fa la Regione ha tagliato i Consorzi e ora ce n’è uno solo per le province di Lucca e Massa. Fortunato Angelini, politico versiliese di lungo corso ed ex presidente del Consorzio di bonifica Versilia Massaciuccoli, ora inglobato nel Toscana nord, nell’assemblea del nuovo ente è all’opposizione: da lì ha sollevato un caso che fa discutere. Un incarico da 55mila euro assegnato dall’attuale direttrice del Consorzio Helga Fazion alla persona che l’ha preceduta: Daniela Marini. Marini è stata la direttrice fino al maggio del 2017, quando è andata in pensione. Con lei viene siglato un contratto di collaborazione, per cui verranno pagati 5mila euro sull’unghia alla firma: dovrà coordinare un gruppo di lavoro di dipendenti del Consorzio sugli 89 cantieri che la Bonifica intende aprire e chiudere entro il 2019. Grazie a 18 milioni di euro di fondi europei intercettati dalla Regione.

Angelini grida allo scandalo: «L’incarico è assegnato in contrasto con le normative: uno spreco di risorse – dice – all’interno del Consorzio ci sono le professionalità necessarie, non c’era bisogno di rivolgersi a un’ex dirigente. Porteremo il caso all’attenzione della Regione e della Corte dei Conti». Il presidente del Consorzio Toscana Nord Ismaele Ridolfi respinge al mittente tutte le accuse. «I 55mila euro, che non sono soldi del Consorzio (ma arrivando dall’Unione Europea tramite la Regione sono comunque soldi pubblici, ndr) verranno pagati solo dopo due fasi di verifica di un lavoro enorme – dice – se l’ex dirigente non riuscirà a portare a termine gli 89 cantieri non avrà nulla». In realtà almeno 5mila euro li avrà, come recita il contratto. Ma perché questa scelta? Ridolfi sostiene che «siamo in presenza di una professionalità importante, acquisita lavorando nello stesso Consorzio, per ciò che riguarda i finanziamenti europei. Professionalità che non è presente al momento all’interno dell’ente. L’attuale direttrice? Deve ancora formarsi». E sulla scelta di assegnare l’incarico senza selezione Ridolfi si dice tranquillo: «È una scelta fiduciaria».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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