Sicurezza
Piscina comunale, ci sono 3 pretendenti
di Donatella Francesconi
Incontri con il curatore della Patrimonio per formulare le offerte
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VIAREGGIO. Il futuro della piscina comunale, chiusa dal giugno 2017, riparte dalle manifestazioni di interesse di chi si è fatto avanti - su richiesta dell’amministrazione comunale, primi di novembre 2017 - per valutare la possibilità di una gestione in attesa della vendita, affidata al curatore della Viareggio Patrimonio, Donato Bellomo.
Le tre società sportive interessate sono la “Canottieri Arno” (Pisa) alla quale è affidata la piscina di Pisa, la Asd Blu Water che opera con la “Imperium” di Roma ed è gestore, tra l’altro, anche la piscina comunale di Seravezza, e la Società cooperativa dilettantistica “Alto Tirreno” di Massa, che gestisce l’impianto di Villafranca in Lunigiana.
In questi giorni sono iniziati gli incontri con il curatore della Patrimonio, appuntamenti che proseguiranno fino a venerdì di questa settimana. A quel punto - per confezionare la nuova asta prevista per fine mese - bisognerà capire se dalle manifestazioni di interesse possa uscire una proposta d’acquisto da considerare come base d’asta per il prossimo bando. Il tempo per le certezze non sarebbe ancora maturo, sembra di capire, ma dagli incontri che già si sono tenuti qualcosa di positivo sembrerebbe poter emergere.
Di riapertura prima della vendita è chiaro che ormai non se ne riparla. L’impianto comunale che tanta storia del nuoto (e della pallanuoto) ha visto scorrere è stato dichiarato inagibile dalla commissione comunale. Proprio da questo passaggio è derivata la decisione del Comune di lanciare la raccolta di manifestazioni di interesse, per capire se e chi potesse farsi avanti per eseguire quei lavori indispensabili alla riapertura. Per una cifra che si aggira intorno ai 100.000 euro. Troppi per chiunque: il Comune che è in dissesto, la Regione che è rimasta a guardare nonostante gli incontri con l’amministrazione comunale, la curatela che per ogni euro che spende ne risponde al Tribunale fallimentare di Lucca.
«Ci sono stati dei sopralluoghi - racconta Franca Zappelli, del comitato “Casa” che ha gestito la piscina comunale fino alla definitiva chiusura - «ma di fronte all’entità dei lavori da effettuare hanno scosso la testa con la considerazione di essere venuti a fare una passeggiata a Viareggio». Tra le domande poste dagli interessati anche quelle relative ai consumi della piscina, dato-base per qualsiasi valutazione da parte di chi si candidi a gestirlo anche dopo averlo acquistato.
La prima asta per la piscina di Viareggio è scaduta a metà novembre, come quella per gli altri tre impianti sportivi (Palasport compreso) che il Comune di Viareggio aveva passato alla Patrimonio al momento della nascita della società interamente partecipata. La base d’asta era stata fissata a 1.199.000 euro. E nessuno si è fatto avanti in quell’occasione, data la cifra ancora molto alta.
Resterà da capire - ed è l’incognita più grande - nel caso la piscina sia acquistata da società non locali, quali saranno le condizioni (prezzi compresi) per l’offerta sportiva anche di tipo sociale che l’impianto ha sempre garantito e della quale non può farsi carico il Comune di Viareggio che è ancora in dissesto.
Le tre società sportive interessate sono la “Canottieri Arno” (Pisa) alla quale è affidata la piscina di Pisa, la Asd Blu Water che opera con la “Imperium” di Roma ed è gestore, tra l’altro, anche la piscina comunale di Seravezza, e la Società cooperativa dilettantistica “Alto Tirreno” di Massa, che gestisce l’impianto di Villafranca in Lunigiana.
In questi giorni sono iniziati gli incontri con il curatore della Patrimonio, appuntamenti che proseguiranno fino a venerdì di questa settimana. A quel punto - per confezionare la nuova asta prevista per fine mese - bisognerà capire se dalle manifestazioni di interesse possa uscire una proposta d’acquisto da considerare come base d’asta per il prossimo bando. Il tempo per le certezze non sarebbe ancora maturo, sembra di capire, ma dagli incontri che già si sono tenuti qualcosa di positivo sembrerebbe poter emergere.
Di riapertura prima della vendita è chiaro che ormai non se ne riparla. L’impianto comunale che tanta storia del nuoto (e della pallanuoto) ha visto scorrere è stato dichiarato inagibile dalla commissione comunale. Proprio da questo passaggio è derivata la decisione del Comune di lanciare la raccolta di manifestazioni di interesse, per capire se e chi potesse farsi avanti per eseguire quei lavori indispensabili alla riapertura. Per una cifra che si aggira intorno ai 100.000 euro. Troppi per chiunque: il Comune che è in dissesto, la Regione che è rimasta a guardare nonostante gli incontri con l’amministrazione comunale, la curatela che per ogni euro che spende ne risponde al Tribunale fallimentare di Lucca.
«Ci sono stati dei sopralluoghi - racconta Franca Zappelli, del comitato “Casa” che ha gestito la piscina comunale fino alla definitiva chiusura - «ma di fronte all’entità dei lavori da effettuare hanno scosso la testa con la considerazione di essere venuti a fare una passeggiata a Viareggio». Tra le domande poste dagli interessati anche quelle relative ai consumi della piscina, dato-base per qualsiasi valutazione da parte di chi si candidi a gestirlo anche dopo averlo acquistato.
La prima asta per la piscina di Viareggio è scaduta a metà novembre, come quella per gli altri tre impianti sportivi (Palasport compreso) che il Comune di Viareggio aveva passato alla Patrimonio al momento della nascita della società interamente partecipata. La base d’asta era stata fissata a 1.199.000 euro. E nessuno si è fatto avanti in quell’occasione, data la cifra ancora molto alta.
Resterà da capire - ed è l’incognita più grande - nel caso la piscina sia acquistata da società non locali, quali saranno le condizioni (prezzi compresi) per l’offerta sportiva anche di tipo sociale che l’impianto ha sempre garantito e della quale non può farsi carico il Comune di Viareggio che è ancora in dissesto.
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