Attenzione
Le spiagge versiliesi invase dalla plastica - Video
Con il lavarone sono stati trasportati lattine, barattoli, sacchi e perfino copertoni. Protestano i balneari: colpa di chi getta rifiuti nell’Arno, nel Serchio e nel Magra
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MARINA DI PIETRASANTA. Un’orrenda distesa di plastica. E rifiuti di vario genere. Sullo sfondo la spiaggia e le onde. Benvenuti in Versilia: il mare d’inverno e altre suggestioni da cartolina? Non è il caso e, soprattutto, non è momento perché se fate un salto, in queste ore sull’arenile di Forte dei Marmi o di Fiumetto o ancora di Tonfano ad emozionarvi non sarà appunto l’increspare delle onde ed il suo eterno rumoreggiare, ma cumuli di rifiuti che il mare, sdegnato, ha restituito negli ultimi giorni. Un fronte di diverse centinaia di metri dove si può, purtroppo, notare di tutto: bottiglie di plastica, scarpe, lattine, cartoni, giocattoli, pennarelli, barattoli di vernice, sacchi, targhe di auto, residui di copertone, borse, tubi, guanti, la visiera di un casco. C’è anche un’insegna o quello che ne resta, un canestro da basket, un bidoncino. E molto altro ancora.
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«Le piogge recenti e le ultime piene dei fiumi hanno portato rifiuti di ogni genere: soprattutto tanta plastica. Niente di nuovo, purtroppo, sotto il nostro cielo e sulle nostre spiagge anche se questa ondata è stata veramente eccezionale. Nei giorni scorsi - fa sapere Francesco Verona, presidente del Consorzio balneari di Marina di Pietrasanta - abbiamo riempito un camion proprio con materiale in plastica recuperato su spiaggia. Ma molto altro lavoro resta da fare per ripulire l’arenile. Del resto che la gente sia incivile e sugli argini o nei fiumi getti di tutto è cosa nota. Rifiuti che, è bene precisarlo, sono stati portati dall’Arno, dal Serchio, dal Magra: una volta arrivati in mare con il gioco delle correnti, sono finiti sulla spiaggia della Versilia. Lo scenario - insiste Verona - è indecente; dobbiamo intervenire al più presto per ripulire la spiaggia. Anche se ciclicamente certe situazioni torneranno a ripetersi».
Ci sono tronchi d’albero, legna, rimasugli di lavarone, ma è la distesa abnorme e sgradevole di plastica a catturare l’attenzione di chi ha avuto la malsana idea di una passeggiata mattutina sulla spiaggia. Tutto intorno è silenzio: qualche bimbo che gioca, un cane che rincorre il nulla, una ragazza che fa stretching sulla battigia mentre il mare, lentamente, restituisce altre bottiglie, altri sacchetti, altri rimasugli di pattume gettati in un fiume chissà a quanti chilometri di distanza dalla Versilia. Perché l’inciviltà e l’idiozia non hanno confine.
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