Il Tirreno

Versilia

La rupe di Corvaia diventa un parco archeologico

di Michele Morabito
La rupe di Corvaia diventa un parco archeologico

Sono partiti i lavori per trasformare il volto della collina che è destinata a essere un punto di attrazione

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SERAVEZZA. È iniziato il grande progetto per il recupero della Rupe di Corvaia come Parco Archeo Urbano con il passaggio al patrimonio pubblico di oltre cinque ettari di terreno e il recupero di alcuni manufatti ormai in disuso che saranno utilizzati in funzione dell’accoglienza. Siamo all’inizio del progetto, ma percorrendo verso monte la via Provinciale che da Ripa porta a Seravezza balza agli occhi da qualche settimana il lavoro di recupero di alcuni manufatti che si trovano all’altezza del bivio che immette nell’abitato di Corvaia. Un complesso articolato raccordato da una rampa, con terrazzamenti, archi e alcuni muri ancora visibili. Niente a che fare con l’antica Rocca di Corvaia, ma comunque un edificio di un qualche interesse per anni rimasto nascosto dalla vegetazione.

«Le murature tornate visibili in queste settimane sono parte di alcuni fabbricati e dei terrazzamenti per gli orti e gli oliveti retrostanti, che vediamo già documentati nello stradario della Comunità di Seravezza disegnato da Francesco Fortini nel 1783 e, con più dettaglio, nella carta del Catasto leopoldino del 1824 - precisa lo storico Franco Pucci - in queste zone, per la natura stessa dei luoghi, le abitazioni che si affacciavano lungo la strada ed erano addossate ai fianchi del versante sfruttavano l’esiguo spazio retrostante terrazzandolo. Ne venivano ricavate superfici da utilizzare per le colture domestiche; inoltre le stesse murature a secco garantivano un minimo di sicurezza statica all’edificio e al versante».

L’attuale frazione di Corvaia fu completamente devastata durante la seconda guerra mondiale. Stessa sorte aveva subìto il limitrofo borgo di Ripa. L’aspetto del borgo di Corvaia meglio si coglie da una vecchia cartolina di inizio Novecento. Qui un grande edificio lungo la strada e il giardino retrostante terrazzato appaiono in tutta la loro pienezza. Tutta l’area sovrastante questi edifici tornati visibili sarà presto oggetto di un interessante recupero da parte dell’amministrazione comunale di Seravezza che assoggetterà l’area a un vasto intervento di riqualificazione con la creazione del “Parco archeo-urbano della rupe di Corvaia”. Oggi del castello rimane ben poco da vedere, ma tanto da scoprire e valorizzare. Il tempo e le guerre hanno fatto sì che il castello divenisse presto il luogo da cui attingere materiale costruttivo per altri edifici di tutta la zona circostante. Dopo la seconda guerra mondiale, Corvaia fu ricostruita nell’ambito del programma di aiuti americani, ma di signori, ville e case nobiliari non se ne vede più l’ombra. Il fascino però rimane, visto che l’amministrazione comunale di Seravezza ha voluto scommettere sul recupero di tutta la collina che passerà al patrimonio pubblico nell’ambito di una perequazione che consentirà il recupero da parte del privato di tre manufatti ormai ridotti a ruderi consistenti nella cosiddetta Villa Galanti, rappresentato da un edificio principale e dei due manufatti annessi e accessori (Villa Panorama e il fabbricato ex Rocchi).

I manufatti recuperati saranno parte del Parco e saranno al servizio per l’utenza. Il complesso Villa Galanti costituisce un insediamento di origine rurale il cui interesse non è circoscrivibile alle sole architetture, ma si estende anche alle pertinenze di impianto agrario rappresentate da aree terrazzate oggi in abbandono. La Villa Galanti e i suoi annessi saranno recuperati nel volume senza alterazione e perdita degli allineamenti e della configurazione planivolumetrica. Sarà ammessa la costruzione di strade di servizio per giungere ai manufatti recuperati.

Il recupero e il ripristino del complesso di Villa Galanti rende soprattutto possibile il progetto di formazione del parco archeologico e le azioni di valorizzazione consistenti nella realizzazione di un punto di arrivo e accoglienza a valle, nel recupero della sentieristica per una migliore fruizione del parco, valorizzando quindi la rocca e i punti panoramici di crinale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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