La protesta
la situazione
Vera ha lasciato un impianto in pessime condizioni
VIAREGGIO. Attenersi alle prescrizioni consentirà ad Ersu di chiudere la vicenda penalmente rilevante in merito all’eccesso di rifiuti arrivati, la scorsa estate, dal Lazio. Ma oltre l’odore c’è di...
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VIAREGGIO. Attenersi alle prescrizioni consentirà ad Ersu di chiudere la vicenda penalmente rilevante in merito all’eccesso di rifiuti arrivati, la scorsa estate, dal Lazio. Ma oltre l’odore c’è di più, nella relazione che porta la firma del responsabile del Dipartimento Arpat di Lucca, Marco Longo. Ed il di più è lo stato in cui versa Pioppogatto, ed in cui verserebbe anche se l’aria che emette profumasse di violetta. «Ersu ha ereditato un impianto in pessime condizioni»,è l’analisi di Arpat con riferimento alla gestione di “Vera” «che a sua volta l’aveva ricevuto già in non buone condizioni da Tev».
L’impianto che tratta rifiuti viene così ulteriormente “fotografato”: «Lo stabilimento ha perso in modo consistente la propria capacità di trattamento» ed inoltre accusa una «rottura impiantistica relativa alla fase finale di raffinazione della frazione secca» per produrre rifiuto con codice Cer 19.12.10, ovvero combustibile derivato dai rifiuti».
È questo il quadro in cui - riconosce Arpat - l’attuale gestore, cioè Ersu del presidente Alberto Ramacciotti, «ha avviato interventi ed investimenti significativi e presentato richiesta di autorizzazione per la riconversione dell’impianto stesso, compresa la riattivazione della linea di valorizzazione del sovvalto, la cui istruttoria è tutt’ora in corso».
La domanda conclusiva è quella che ciascun cittadino si fa: con la tariffa dei rifiuti l’intero sistema deve essere garantito, e non con impianti che dopo cinque anni di gestione pubblico-privata (le due Sea) vengono oggi definiti «in pessime condizioni». (d.f.)
L’impianto che tratta rifiuti viene così ulteriormente “fotografato”: «Lo stabilimento ha perso in modo consistente la propria capacità di trattamento» ed inoltre accusa una «rottura impiantistica relativa alla fase finale di raffinazione della frazione secca» per produrre rifiuto con codice Cer 19.12.10, ovvero combustibile derivato dai rifiuti».
È questo il quadro in cui - riconosce Arpat - l’attuale gestore, cioè Ersu del presidente Alberto Ramacciotti, «ha avviato interventi ed investimenti significativi e presentato richiesta di autorizzazione per la riconversione dell’impianto stesso, compresa la riattivazione della linea di valorizzazione del sovvalto, la cui istruttoria è tutt’ora in corso».
La domanda conclusiva è quella che ciascun cittadino si fa: con la tariffa dei rifiuti l’intero sistema deve essere garantito, e non con impianti che dopo cinque anni di gestione pubblico-privata (le due Sea) vengono oggi definiti «in pessime condizioni». (d.f.)
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