Finanza
RACCOLTA DI FIRME
No allo sgombero dei rom
«Non è così che si risolvono illegalità e degrado in via Rotta»
2 MINUTI DI LETTURA
SERAVEZZA. Una trentina di firme (tra cui quelle dell’ex vicensindaco di Seravezza Walter Bacci, dell’ex primo cittadino di Forte dei Marmi Franco Dazzi e di molti altri ex esponenti politici versiliesi) per riaccendere i riflettori sulla situazione dei rom stanziati – abusivamente – lungo via Rotta a Querceta. Dopo gli sgomberi dei mesi scorsi la situazione non è cambiata se non nel fatto che il gruppo di oltre una decina di persone (si tratta di alcuni gruppi familiari) si è spostato, di volta in volta, con rifugi di fortuna in altri terreni lungo la strada. «Esiste ancora oggi a Seravezza un caso di illegalità e degrado che riguarda la popolazione rom ma che, in definitiva, comprende tutta la zona versiliese – dichiara in un comunicato il Coordinamento Rom Versilia – tutto questo viene da lontano, da quella situazione aberrante e disumana che esisteva dietro la stazione di Querceta e che fu eliminata grazie al contributo dei volontari. Lo stesso gruppo che chiede oggi di sanare il degrado di via Rotta».
L’amministrazione comunale già ha avviato l’iter per un nuovo sgombero, ma intanto che si consumano i tempi burocratici i volontari del CoRom hanno aiutato i nomadi di via Rotta ad attuare con Ersu un progetto di raccolta differenziata (auto-finanziato) che, almeno finora, sembra funzionare. «Così abbiamo fatto diminuire in parte il degrado – prosegue il CoRom – ma l’amministrazione vuole di nuovo sgomberare mentre la legge regionale del 12 gennaio 2000 prevede l’opposto, cioè di aiutare queste persone a sistemare le loro abitazioni precarie e provvisorie. La risposta dello sgombero non è una soluzione: ha senso continuare così, anziché trovare una soluzione che rispetti la legge e elimini il degrado una volta per tutte?».
Il CoRom punta il dito sulla denuncia di abuso edilizio mossa dall’amministrazione seravezzina contro 11 rom. «Una sentenza del tribunale di Milano del dicembre 2017 ha assolto 7 rom perché non è reato costruirsi una baracca su un terreno abbandonato quando non sia una casa – commentano i volontari – si tratta della stessa situazione di povertà in cui vivono i rom di via Rotta. Se si vuole uscire dal degrado rispettando la legge e smetterla di aggredire i poveri, si può fare. Ma si vuole? Per questo – conclude il CoRom – chiediamo un incontro urgente con l’amministrazione per affrontare pubblicamente il problema».
Gabriele Buffoni
L’amministrazione comunale già ha avviato l’iter per un nuovo sgombero, ma intanto che si consumano i tempi burocratici i volontari del CoRom hanno aiutato i nomadi di via Rotta ad attuare con Ersu un progetto di raccolta differenziata (auto-finanziato) che, almeno finora, sembra funzionare. «Così abbiamo fatto diminuire in parte il degrado – prosegue il CoRom – ma l’amministrazione vuole di nuovo sgomberare mentre la legge regionale del 12 gennaio 2000 prevede l’opposto, cioè di aiutare queste persone a sistemare le loro abitazioni precarie e provvisorie. La risposta dello sgombero non è una soluzione: ha senso continuare così, anziché trovare una soluzione che rispetti la legge e elimini il degrado una volta per tutte?».
Il CoRom punta il dito sulla denuncia di abuso edilizio mossa dall’amministrazione seravezzina contro 11 rom. «Una sentenza del tribunale di Milano del dicembre 2017 ha assolto 7 rom perché non è reato costruirsi una baracca su un terreno abbandonato quando non sia una casa – commentano i volontari – si tratta della stessa situazione di povertà in cui vivono i rom di via Rotta. Se si vuole uscire dal degrado rispettando la legge e smetterla di aggredire i poveri, si può fare. Ma si vuole? Per questo – conclude il CoRom – chiediamo un incontro urgente con l’amministrazione per affrontare pubblicamente il problema».
Gabriele Buffoni
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google