Il Tirreno

Versilia

il caso

L’eredità Pieraccini ai Poveri Vecchi: niente alla Gamc

L’eredità Pieraccini ai Poveri Vecchi: niente alla Gamc

L’attico a Città Giardino con decine di quadri importanti donato all’istituto che assiste gli anziani. Gli altri lasciti

3 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. L’eredità Pieraccini all’istituto Poveri Vecchi. Nulla alla Galleria di arte moderna e contemporanea a cui il senatore e la moglie avevano dato vita donando ben 2.300 opere, tra grafici, quadri e sculture, tutte di artisti famosi e importanti. Il testamento che è stato aperto giovedì sera nello studio del notaio Fabio Monaco ha lasciato il segno. Non solo per il suo valore milionario ma anche per il modo in cui si presta ad essere letto: come un atto di gratitudine verso alcuni, come un’espressione di distacco per non dire disappunto verso altri.

I Poveri Vecchi. La parte più importante dell’eredità è andata all’istituto che a Viareggio si occupa degli anziani soli e indigenti. Si tratta dell’attico a Città Giardino dove i coniugi Pieraccini hanno trascorso gli ultimi anni della loro vita e delle decine di quadri che il senatore aveva ricevuto personalmente dagli artisti suoi amici (da Guttuso a Fontana, da De Chirico a Sironi). Un tesoro di valore inestimabile che adesso sarà nella disponibilità dei Poveri Vecchi, consentendo all’istituto di risolvere i problemi finanziari con cui deve fare i conti da anni per garantire l’assistenza dei suoi ospiti.

Gli altri lasciti. La signora Vera, che si è spenta il 23 dicembre all’età di 93 anni, appena sei mesi dopo il marito, ha poi lasciato parti minori del patrimonio ad altri eredi: somme importanti (circa 300mila euro) alle domestiche che hanno assistito i coniugi a Viareggio e a Roma, circa 100mila al giovane che negli ultimi anni svolgeva per loro il lavoro di segretario, e poi circa 250mila euro per la biblioteca di Palazzo delle Muse: l’unico lascito, quest'ultimo, che i coniugi Pieraccini hanno deciso di lasciare al Comune di Viareggio e che arriva anche in seguito alla campagna del Tirreno a sostegno della Biblioteca comunale rimasta completamente senza risorse.

[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.14477991:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2016/11/27/news/niente-piu-libri-la-biblioteca-e-senza-soldi-1.14477991]]

Nulla alla Gamc. Non uno delle decine di dipinti preziosi che il più volte ministro e a lungo direttore del quotidiano l’Avanti custodiva nella sua abitazione a Città Giardino andrà al museo comunale: l’epilogo in qualche modo esemplare di un rapporto deteriorato. Il senatore non perdeva occasione per rammaricarsi del fatto che buona parte delle opere che lui aveva messo a disposizione del Comune restassero accatastate in un deposito perché nel museo non trovavano posto. Per questo aveva proposto di ampliare la Gamc, spostando la biblioteca nell’ex caserma dei carabinieri. Idee e progetti che Pieraccini fino all’ultimo non perdeva occasione di rilanciare, rimanendo perlopiù inascoltato. Anche dal sindaco Del Ghingaro, con il quale non era riuscito a stabilire un rapporto di confidenza.

Un legame tormentato. Non è stato un rapporto felice quello tra Giovanni Pieraccini e Viareggio. Malgrado l’amore e la generosità da lui dimostrati più volte nei confronti della città, il senatore soprattutto più volte aveva sottolineato la sua delusione per il modo in cui le sue idee venivano ignorate. Credeva giustamente di meritare più attenzione, se non altro per l’impegno - basta pensare a quello per realizzare il centro internazionale della grafica - che aveva continuato a spendere per Viareggio fino all’ultimo. (l.m.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web