Lutto
Esposto all’Anac contro la delibera che ha sciolto la Sds
Baldini (Movimento dei cittadini) e Mallegni (FI) contestano incarico ed emolumento assegnati al liquidatore del consorzio
3 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. Bordate dal centrodestra contro le procedure adottate per lo scioglimento della società della salute. In particolare, nel mirino di Massimiliano Baldini, capogruppo del Movimento dei cittadini per Viareggio e Torre del Lago, e dell’ex sindaco di Pietrasanta vicecoordinatore vicario di FI Massimo Mallegni finisce la somma – 60mila euro – pagata al liquidatore della società.
«La deliberazione approvata dall’assemblea della Società della salute avente ad oggetto lo scioglimento del consorzio – incalza Baldini – va segnalata all’Autorità nazionale anticorruzione Anac in quanto contiene una serie di nomine collegate fra loro, economicamente rilevanti, sulla cui procedura di individuazione si evidenziano parecchi dubbi meritevoli di accertamento all’autorità competente. Prima si nomina Alexia Gennai in sostituzione del dimissionario Riccardo Pardini in qualità di nuovo componente del collegio sindacale, ricostituendo così il nuovo collegio sindacale. Al punto successivo, vi è poi la nomina dello stesso Riccardo Pardini, dimissionario dal collegio sindacale, quale liquidatore prevedendo altresì per tale attività il compenso di euro 60mila euro. Non è dato sapere, in primo luogo, da quale capitolo di spesa prenderanno i compensi e cioè se interamente dalla Sds o se per quota parte vi parteciperanno anche i comuni e quindi i cittadini. Inoltre, non si comprende perché l’incarico al liquidatore, affidato al medesimo professionista che in pari data rassegna le dimissioni dal collegio sindacale, non sia stato invece affidato a un funzionario della ragioneria Asl o dei comuni ad Isorisorse, evitando l’aggravio dei costi».
«Per non parlare – aggiunge Baldini chiedendo ai consiglieri regionali Manuel Vescovi e Elisa Montemagni della Lega di provvedere a formalizzare opportuna interrogazione in merito – degli elementi formali della delibera a firma della presidente Simona Barsotti e della direttrice Silvia Motto, dove non si scorge alcuna motivazione delle dimissioni del dott. Pardini, dove non vi è riferimento al curriculum della nuova componente Gennai».
Contro l’incarico assegnato all’ex rappresentante del collegio sindacale dimessosi poco prima di essere nominato liquidatore solleva dubbi anche Mallegni. «C’è da chiedersi - afferma - con quale criterio sia stato definito l’emolumento e con quale motivazione sia stato affidato l’incarico. Si continuano a dispensare incarichi e compensi molto elevati senza preoccuparsi prima di sondare altre opzioni meno costose. Invece no, si è preferito utilizzare il metodo delle nomine ad personam».
L’anomalia, secondo Mallegni, è la temporalità della nomina: «Il liquidatore nominato che faceva parte del collegio sindacale, si dimette per far posto ad Alexia Gennai sbucata fuori dal nulla, e assume con un maxi sconto del 74,76% l’incarico di liquidatore. Un maxi sconto che, visto così, sembrerebbe quasi un bel gesto. Quello che è ancora più grave è che la Società della salute chiude la sua fallimentare storia nel peggiore dei modi vista la situazione della nostra sanità con la Regione che tenta di tappare falle e malfunzionamenti in ogni modo. Il quadro sarà ancora più chiaro tra qualche mese quando sarà commissariata per il maxi-buco».
Infine sui nuovi rumors che danno Silvia Motto nuovo direttore della zona di distretto, Mallegni conclude: «Staremo a vedere se anche questa volta ci avremo visto giusto».
«La deliberazione approvata dall’assemblea della Società della salute avente ad oggetto lo scioglimento del consorzio – incalza Baldini – va segnalata all’Autorità nazionale anticorruzione Anac in quanto contiene una serie di nomine collegate fra loro, economicamente rilevanti, sulla cui procedura di individuazione si evidenziano parecchi dubbi meritevoli di accertamento all’autorità competente. Prima si nomina Alexia Gennai in sostituzione del dimissionario Riccardo Pardini in qualità di nuovo componente del collegio sindacale, ricostituendo così il nuovo collegio sindacale. Al punto successivo, vi è poi la nomina dello stesso Riccardo Pardini, dimissionario dal collegio sindacale, quale liquidatore prevedendo altresì per tale attività il compenso di euro 60mila euro. Non è dato sapere, in primo luogo, da quale capitolo di spesa prenderanno i compensi e cioè se interamente dalla Sds o se per quota parte vi parteciperanno anche i comuni e quindi i cittadini. Inoltre, non si comprende perché l’incarico al liquidatore, affidato al medesimo professionista che in pari data rassegna le dimissioni dal collegio sindacale, non sia stato invece affidato a un funzionario della ragioneria Asl o dei comuni ad Isorisorse, evitando l’aggravio dei costi».
«Per non parlare – aggiunge Baldini chiedendo ai consiglieri regionali Manuel Vescovi e Elisa Montemagni della Lega di provvedere a formalizzare opportuna interrogazione in merito – degli elementi formali della delibera a firma della presidente Simona Barsotti e della direttrice Silvia Motto, dove non si scorge alcuna motivazione delle dimissioni del dott. Pardini, dove non vi è riferimento al curriculum della nuova componente Gennai».
Contro l’incarico assegnato all’ex rappresentante del collegio sindacale dimessosi poco prima di essere nominato liquidatore solleva dubbi anche Mallegni. «C’è da chiedersi - afferma - con quale criterio sia stato definito l’emolumento e con quale motivazione sia stato affidato l’incarico. Si continuano a dispensare incarichi e compensi molto elevati senza preoccuparsi prima di sondare altre opzioni meno costose. Invece no, si è preferito utilizzare il metodo delle nomine ad personam».
L’anomalia, secondo Mallegni, è la temporalità della nomina: «Il liquidatore nominato che faceva parte del collegio sindacale, si dimette per far posto ad Alexia Gennai sbucata fuori dal nulla, e assume con un maxi sconto del 74,76% l’incarico di liquidatore. Un maxi sconto che, visto così, sembrerebbe quasi un bel gesto. Quello che è ancora più grave è che la Società della salute chiude la sua fallimentare storia nel peggiore dei modi vista la situazione della nostra sanità con la Regione che tenta di tappare falle e malfunzionamenti in ogni modo. Il quadro sarà ancora più chiaro tra qualche mese quando sarà commissariata per il maxi-buco».
Infine sui nuovi rumors che danno Silvia Motto nuovo direttore della zona di distretto, Mallegni conclude: «Staremo a vedere se anche questa volta ci avremo visto giusto».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
