Attenzione
Disastro ferroviario: «C’è l’analisi dei rischi?»
I familiari delle vittime della strage di Viareggio hanno scritto a Rete ferroviaria Decisione presa a seguito «del continuo silenzio sulla sicurezza lungo i binari»
2 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. «Nella sua qualità di amministratore delegato di una azienda pubblica quale è Rfi non potrà che avere una spiccata sensibilità ed attenzione ai temi della sicurezza. E pertanto riteniamo sia consapevole che un passo determinante per garantire la sicurezza che è mancata quella tragica notte a Viareggio, sia la costante e piena informazione sugli orari, tempi e modalità del trasporto di materiale pericoloso nella tratta ferroviaria interessante il nostro Comune». Così ha scritto l’associazione “Il mondo che vorrei”, presidente Marco Piagentini, a Maurizio Gentile, ad di Rfi, con una lettera nella quale si richiede «la trasmissione di tutta la documentazione relativa alla valutazione del rischio (Dvr) riguardante il trasporto di merci pericolose, nello specifico per quanto riguarda Viareggio e le aree urbane limitrofe, che certamente sarà stata compiuta od implementata dal 2009 ad oggi da Rfi».
Una decisione, quella di scrivere a Rfi, che l’associazione dei familiari delle vittime della strage del 29 giugno 2009 ha preso «a seguito del continuo silenzio, nonostante una sentenza e le seguenti motivazioni, sul tema della sicurezza ferroviaria da parte delle Istituzioni». E del continuo ripetersi di incidenti ferroviari che nel 2017 sono stati ben 30.
Un passo, quella delle comunicazione diretta ad Rfi, cui l’associazione si è decisa dopo aver «sollecitato i Comuni della Versilia, la Provincia e la Regione che sottoscrivendo il documento dell'associazione, hanno preso impegno formale nella salvaguardia dei propri concittadini nell'attraversamento del proprio territorio di merci pericolose su rotaia». E la domanda in sospeso non può che essere se i Comuni della Versilia lungo la tratta attraversata dai treni pericolosi, abbiano o meno fatto un passo analogo verso Rfi.
Donatella Francesconi
Una decisione, quella di scrivere a Rfi, che l’associazione dei familiari delle vittime della strage del 29 giugno 2009 ha preso «a seguito del continuo silenzio, nonostante una sentenza e le seguenti motivazioni, sul tema della sicurezza ferroviaria da parte delle Istituzioni». E del continuo ripetersi di incidenti ferroviari che nel 2017 sono stati ben 30.
Un passo, quella delle comunicazione diretta ad Rfi, cui l’associazione si è decisa dopo aver «sollecitato i Comuni della Versilia, la Provincia e la Regione che sottoscrivendo il documento dell'associazione, hanno preso impegno formale nella salvaguardia dei propri concittadini nell'attraversamento del proprio territorio di merci pericolose su rotaia». E la domanda in sospeso non può che essere se i Comuni della Versilia lungo la tratta attraversata dai treni pericolosi, abbiano o meno fatto un passo analogo verso Rfi.
Donatella Francesconi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google