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Cinque stelle: odore acre all’impianto della Morina

Cinque stelle: odore acre all’impianto della Morina

VIAREGGIO. «Un capannone spuntato come un fungo su un terreno di proprietà della Viareggio Patrimonio, partecipata del Comune fallita e sotto tutela giudiziaria», è quello che è entrato più nell'occhi...

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VIAREGGIO. «Un capannone spuntato come un fungo su un terreno di proprietà della Viareggio Patrimonio, partecipata del Comune fallita e sotto tutela giudiziaria», è quello che è entrato più nell'occhio nel corso del sopralluogo della consigliera 5 Stelle Annamaria Pacilio e dall'attivista Enrico Santambrogio («invitati a non fare foto come alla Nasa») nell'area adiacente il depuratore di Gaia. Capannone funzionale alla realizzazione del progetto sperimentale che prevede il riutilizzo dei rifiuti organici mescolati con i fanghi di risulta per l'ottenimento di energia e compost per l'agricoltura. «Costo complessivo 3 milioni di euro», ricordano i Cinque stelle,«di cui la metà finanziata dalla Regione con fondi strutturali messi a disposizione dalla Comunità europea attraverso un bando vinto da Sea Risorse, ideatrice e capofila del progetto condiviso con partner pubblici e privati. Un progetto che verrà realizzato su un terreno, questo il fatto singolare, che non è ancora di proprietà di Sea Risorse e sul cui destino «pende ancora il parere dell'Autorità idrica toscana riguardo la vendibilità o meno a privati di un bene del servizio idrico, come da quesito posto dalla curatela. Terreno che è stato concesso in comodato d'uso dal Comune all'azienda dei rifiuti». Impossibile non ricordare che «i fanghi del depuratore di Gaia, trattati da Sea Risorse, sono finiti nell'inchiesta della Dda di Firenze che ha attraversato la Toscana e ha portato 5 avvisi di garanzia tra Gaia e Sea Risorse, in quanto i fanghi sarebbero troppo carichi di idrocarburi. Tra i partner del progetto c'è anche Alia Servizi Ambientali, finita in un altro filone di inchiesta: il 18 dicembre è stato sequestrato l'impianto per il trattamento meccanico biologico di Alia a Sesto Fiorentino, con 5 indagati».

Il “tour” è proseguito alla Morina, vasto sito di compostaggio del verde, «constatando la persistenza di un odore acre che sarebbe dovuto alle particolari condizioni di umidità ed alle temperature miti che determinerebbero una maggiore fermentazione del verde e degli scarti di legno». (d.f.)

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