Il dolore
L’ospedale Versilia batte Lucca sui parti
Nel 2017 leggero calo rispetto all’anno precedente, ma si resta ampiamente sopra quota 1.100
2 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. L’ospedale Versilia si conferma uno dei punti nascita più importanti dell’Asl Toscana Nordovest e dell’intera Regione. Con 1.180 parti nel 2017 l’ospedale di Lido registra un leggero calo rispetto al 2016, quando le nascite furono 1.200. Ma il numero resta decisamente elevato, se si considera che nel 2015 furono poco più di 1.160, quindi in numero inferiore. Mentre nel vicino ospedale di Lucca, che pure fa da riferimento a un territorio più ampio e popoloso, si fatica a raggiungere la soglia di mille. Un numero determinante anche per il futuro dei punti nascita, in Toscana come altrove.
La legge nazionale prevede, anzi prevederebbe visto che al momento si cincischia, la chiusura dei punti nascita sotto 500 parti all’anno. Ma anche stare sotto i mille sarebbe un rischio, in previsione di un ulteriore giro di vite che si basa su precise linee guida e sull’esperienza dei reparti di ostetricia e ginecologia. In sostanza, vale lo stesso discorso per ogni tipo di specialistica: meno interventi chirurgici, meno visite, meno insomma lavoro sul campo significa minore esperienza e minore qualità del servizio. I parti non fanno eccezione: chi ne fa pochi rappresenta una potenziale fonte di rischio. Al momento, però, gli ospedali dove si registra il numero più basso di nascite in Toscana – ad esempio Piombino o la più vicina Barga – sono tutt’ora aperti.
Tornando al “Versilia”, si registra la soddisfazione del primario di ostetricia e ginecologia Giovanni Paolo Cima: «Oltre al numero assoluto di parti – spiega – c’è da sottolineare la percentuale di gemellari, che nel nostro caso è del 4%, quindi più elevata rispetto alla media del 2-3%. Il nostro Centro di procreazione assistita influisce su questa statistica così come su altre, ma fino a un certo punto. Quel che è certo è che c’è un buon passaparola tra le mamme, tanto che le fughe di parto delle versiliesi sono diminuite e noi stessi fungiamo da polo di attrazione». Tra le 1.180 neomamme le versiliesi, cioè residenti in uno dei sette Comuni, sono circa 850, mentre le altre provengono dalle zone limitrofe, soprattutto Lucca, Massa e Pisa. Segno che l’incubo del 2008, con i tre neonati morti a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro, è definitivamente superato.
Matteo Tuccini
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
La legge nazionale prevede, anzi prevederebbe visto che al momento si cincischia, la chiusura dei punti nascita sotto 500 parti all’anno. Ma anche stare sotto i mille sarebbe un rischio, in previsione di un ulteriore giro di vite che si basa su precise linee guida e sull’esperienza dei reparti di ostetricia e ginecologia. In sostanza, vale lo stesso discorso per ogni tipo di specialistica: meno interventi chirurgici, meno visite, meno insomma lavoro sul campo significa minore esperienza e minore qualità del servizio. I parti non fanno eccezione: chi ne fa pochi rappresenta una potenziale fonte di rischio. Al momento, però, gli ospedali dove si registra il numero più basso di nascite in Toscana – ad esempio Piombino o la più vicina Barga – sono tutt’ora aperti.
Tornando al “Versilia”, si registra la soddisfazione del primario di ostetricia e ginecologia Giovanni Paolo Cima: «Oltre al numero assoluto di parti – spiega – c’è da sottolineare la percentuale di gemellari, che nel nostro caso è del 4%, quindi più elevata rispetto alla media del 2-3%. Il nostro Centro di procreazione assistita influisce su questa statistica così come su altre, ma fino a un certo punto. Quel che è certo è che c’è un buon passaparola tra le mamme, tanto che le fughe di parto delle versiliesi sono diminuite e noi stessi fungiamo da polo di attrazione». Tra le 1.180 neomamme le versiliesi, cioè residenti in uno dei sette Comuni, sono circa 850, mentre le altre provengono dalle zone limitrofe, soprattutto Lucca, Massa e Pisa. Segno che l’incubo del 2008, con i tre neonati morti a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro, è definitivamente superato.
Matteo Tuccini
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
