Il dolore
Cicciolina, Razzi e Silvio: per i fratelli Bonetti la vita è ozio, vizio e vitalizio
VIAREGGIO. “Ozio, vizio e vitalizio”. Letto così, sembra il titolo di una di quelle commedie sexy all’italiana - i cosiddetti ‘B movies’ prima bistrattati e poi diventati un vero e proprio fenomeno di costume - che avevano per protagonisti Lino Banfi e Gloria Guida, Renzo Montagnani e Nadia Cassini, Alvaro Vitali ed Edwige Fenech. Macché, acqua: è il nome scelto dai fratelli (gemelli) Luigi e Uberto Bonetti per il loro nuovo carro, con il quale tornano ad occuparsi di satira politica dopo un lungo percorso che li ha visti realizzare costruzioni di fantasia o poco impegnate. Niente elefanti variopinti, diavoli iracondi o alberi illuminati: stavolta si parla dei vizi di chi si ritrova al potere, e in particolare del vitalizio dei parlamentari nostrani, in un’atmosfera godereccia tra burlesque e cabaret. E ritorneranno in auge nientemeno che Silvio Berlusconi e Cicciolina, oltre al senatore Razzi.
Il tema. L’intenzione dei Bonetti era mettere alla berlina il vitalizio, quella rendita maturata dagli onorevoli al termine di un mandato parlamentare di quattro anni, sei mesi e un giorno - per la cronaca, i “vitalizi” veri e propri che in svariati casi finivano per superare i contributi effettivamente corrisposti sono stati aboliti a fine 2011 dal governo Monti: il nuovo regolamento li ha ribattezzati “pensione dei deputati” e “pensione dei senatori”, legati stavolta a quanto l'onorevole ha davvero versato durante il mandato. Al di là di queste sfumature, tuttavia, il tema è rimasto centrale nel dibattito pubblico dopo che lo scorso settembre i parlamentari della legislatura appena conclusa hanno maturato il diritto a questo assegno pensionistico: valeva davvero la pena farci un carro di Carnevale, allora. «Volevamo prendere di mira i vizi di chi è al potere, tra cui il vitalizio, e ne è nato questo titolo», racconta Uberto Bonetti, nipote dell’omonimo pittore futurista che diede vita alla maschera di Burlamacco. «Il nostro Carnevale è fatto anche di satira politica, non solo di evasione: vediamo se cambiando genere avremo un po’ più di fortuna con i verdetti, è una scelta che a volte ripaga».
La sera del 17 febbraio, al termine del quinto e ultimo corso mascherato, sapremo se è stato buon profeta.
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Il carro. Un’enorme vasca da bagno sormonta l’intera struttura centrale: al suo interno, intenta a sguazzare in mezzo a una cascata di monete d’oro, troveremo Ilona Staller alias Cicciolina. La pornoattrice ungherese, apparsa per la prima volta al Carnevale trent’anni fa sulla costruzione “I grandi rischi” di Arnaldo e Giorgio Galli, ebbe un’esperienza in Parlamento nelle fila del Partito Radicale e rappresenta tutti quei politici che hanno beneficiato del vitalizio dopo una sola legislatura – si ricorderà a tal proposito la polemica di qualche mese fa con il candidato premier del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio. Silvio Berlusconi, «il Paperone per antonomasia» come lo definisce Bonetti, è l’emblema del vizio: da un’anfora con i colori della bandiera italiana rovescia nella vasca i dobloni, con il senatore di Forza Italia Antonio Razzi in abiti da burlesque («Ci è piaciuto come personaggio, si presta ad essere preso di mira al Carnevale») attratto più dal tintinnio del denaro che non dalla avvenenza di Cicciolina.
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Immediatamente sotto la vasca, una doppia scalinata conduce a un palcoscenico centrale da dove si accede alle quinte passando dentro un’immensa bocca per poi risalire i gradini: qui si scateneranno le maschere del carro, tutti travestiti da drag queen, pagliacci e altri personaggi.
I figuranti saranno 60 a terra, dove si esibirà un corpo di ballo, e 120 a bordo della costruzione: i Bonetti vanno così in controtendenza rispetto alla recente evoluzione dei massicci corteggi davanti ai carri. «È tutto funzionale al nostro progetto, ma in realtà è stato così anche negli anni passati», precisa Uberto.
«Abbiamo selezionato brani a tema e composto due medley da mezz’ora ciascuno: mai come stavolta abbiamo ‘spremuto’ la nostra coreografa Stephanie Uygur».
E allora tutti in coda a fare il biglietto: manca davvero poco all’inizio dello spettacolo di cabaret.
(3 - continua)
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