Gioco
Un film fortemarmino in concorso al festival del cinema di Biarritz
“Mareyeurs” di Matteo Raffaelli è stato girato in Africa da una squadra tutta versiliese. Adesso volerà in Francia
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FORTE DEI MARMI . Dici Senegal e ti vengono in mente i venditori ambulanti che imperversano sulla spiaggia, ma la realtà di un Paese come quello africano è molto complessa. Sulla sua cultura, la sua economia e di riflesso dell’Europa dei migranti e dell’impatto che azioni di commercio massivo e consumo incontrollato possono avere sul sistema globale e nella vita di tutti i giorni, ha indagato nei mesi scorsi un team tutto versiliese guidato dal regista fortemarmino, Matteo Raffaelli, che dopo esperienze importanti ( “A quattro mani” con Andrea Camilleri e Carlo Lucarelli, “Memorie di Adriano” con Giorgio Albertazzi, “Faccio un salto all’Avana” con Fabio Genovesi e il bellissimo “La linea del Pasubio” con Peppe Servillo) ha deciso di puntare le sue cineprese sulla realtà africana. Nasce così “Mareyeurs”, un film che sarà in gara a fine gennaio (selezionato tra oltre 1300 proposte da tutto il mondo) in uno dei più autorevoli festival audiovisivi internazionali, il 31° Fipa – Festival international de programmes audiovisuels di Biarritz (Francia).
Prodotto dalla Oceanfilm e da HF4 di Marco Del Bene, l’ultima opera in ordine di tempo di Raffaelli prende le mosse dalla storia di un giovane mareyer senagalese, Ibrahima, per toccare temi universali, tra etica del consumo e politica globale, per offrire un quadro inedito del commercio ittico intercontinentale, legato alle migrazioni, e un racconto attento e minuzioso di come lo stravolgimento di una filiera produttiva locale possa andare a intaccare la vita quotidiana di tutti, su scala mondiale. “Mareyeurs” è girato interamente in Africa e nasce da una squadra tutta versiliese. Marco Petrucci, l’operatore di macchina e Domenico Zàzzara, il montatore vivono a Forte dei Marmi, così altri ragazzi dell’equipaggio di questa bella avventura. Così come Benedetta Lossi che ha curato il coordinamento di produzione, Maria Serena Borghini e Ilaria Congiu, assistenti alla regia.
«L’idea – spiega il regista – è nata un paio di anni fa sulla spiaggia del Forte quando, Francesco Congiu un mio caro amico, per la prima volta mi ha parlato della pesca in Senegal. Lui lavora con il Senegal da venticinque anni e mi ha fatto capire quanto il prodotto ittico africano sia diffuso in Europa e in Italia. Durante il mio primo viaggio in Africa ho capito che la pesca tradizionale senegalese è alla base di un prodotto di alta qualità, messo però a rischio dalla pesca industriale e dal depauperamento degli oceani. Con Francesco, ci siamo così lanciati in questa avventura. E il ventidue partiamo per Biarritz. Essere là è già un grande riconoscimento per il lavoro fatto in questi anni e andare in Francia alla prima internazionale con degli amici e colleghi versiliesi è una soddisfazione ancora maggiore».
Mareyeurs, continua, «mette in luce il faticoso quotidiano di questo giovane senegalese, portavoce di tutti coloro che, come lui, sono alla ricerca di migliori condizioni di vita. Insieme alla figura di Ibrahima, ad animare e restituire al pubblico il quadro complesso di un’Africa, è una costellazione di personaggi unici e reali. Ad accompagnare il viaggio emozionante in un Senegal raccontato con intelligenza e perizia si uniscono le musiche di Marco Del Bene e Roberto Procaccini e una fotografia in grado di mostrare attraverso quadri cromatici d’impatto e mai banali la bellezza di un mare e un territorio che incontrano le sfumature del cielo africano e la battaglia quotidiana per una vita dignitosa».
Franco A. Calotti
Prodotto dalla Oceanfilm e da HF4 di Marco Del Bene, l’ultima opera in ordine di tempo di Raffaelli prende le mosse dalla storia di un giovane mareyer senagalese, Ibrahima, per toccare temi universali, tra etica del consumo e politica globale, per offrire un quadro inedito del commercio ittico intercontinentale, legato alle migrazioni, e un racconto attento e minuzioso di come lo stravolgimento di una filiera produttiva locale possa andare a intaccare la vita quotidiana di tutti, su scala mondiale. “Mareyeurs” è girato interamente in Africa e nasce da una squadra tutta versiliese. Marco Petrucci, l’operatore di macchina e Domenico Zàzzara, il montatore vivono a Forte dei Marmi, così altri ragazzi dell’equipaggio di questa bella avventura. Così come Benedetta Lossi che ha curato il coordinamento di produzione, Maria Serena Borghini e Ilaria Congiu, assistenti alla regia.
«L’idea – spiega il regista – è nata un paio di anni fa sulla spiaggia del Forte quando, Francesco Congiu un mio caro amico, per la prima volta mi ha parlato della pesca in Senegal. Lui lavora con il Senegal da venticinque anni e mi ha fatto capire quanto il prodotto ittico africano sia diffuso in Europa e in Italia. Durante il mio primo viaggio in Africa ho capito che la pesca tradizionale senegalese è alla base di un prodotto di alta qualità, messo però a rischio dalla pesca industriale e dal depauperamento degli oceani. Con Francesco, ci siamo così lanciati in questa avventura. E il ventidue partiamo per Biarritz. Essere là è già un grande riconoscimento per il lavoro fatto in questi anni e andare in Francia alla prima internazionale con degli amici e colleghi versiliesi è una soddisfazione ancora maggiore».
Mareyeurs, continua, «mette in luce il faticoso quotidiano di questo giovane senegalese, portavoce di tutti coloro che, come lui, sono alla ricerca di migliori condizioni di vita. Insieme alla figura di Ibrahima, ad animare e restituire al pubblico il quadro complesso di un’Africa, è una costellazione di personaggi unici e reali. Ad accompagnare il viaggio emozionante in un Senegal raccontato con intelligenza e perizia si uniscono le musiche di Marco Del Bene e Roberto Procaccini e una fotografia in grado di mostrare attraverso quadri cromatici d’impatto e mai banali la bellezza di un mare e un territorio che incontrano le sfumature del cielo africano e la battaglia quotidiana per una vita dignitosa».
Franco A. Calotti
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