Sicurezza
Iniziato il processo per la morte di Fabio
PIETRASANTA. Ha preso il via a Trapani il processo per la morte di Fabio Maccheroni, rimasto vittima a 43 anni del monossido di carbonio respirato mentre stava dormendo in un Bed&breakfast della...
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PIETRASANTA. Ha preso il via a Trapani il processo per la morte di Fabio Maccheroni, rimasto vittima a 43 anni del monossido di carbonio respirato mentre stava dormendo in un Bed&breakfast della città siciliana.
In realtà il dibattimento vero e proprio inizierà il 27 febbraio, con i primi testimoni dell’accusa e le parti civili: quella di ieri è stata un’udienza tecnica, in cui sono state formalizzate alcune questioni. Come la costituzione di parte civile per Emilio Maccheroni, padre di Fabio. Il giudice, inoltre, ha respinto le eccezioni presentate dagli avvocati difensori degli imputati per quando riguarda l’accusa di lesioni gravissime a danno di Alessio Menicucci, l’amico di Fabio che era in vacanza con lui e che è stato avvelenato a sua volta dal monossido. Riuscendo, però, a sopravvivere.
Gli imputati di questo processo sono Benedetta Serafico, l’imprenditrice che gestisce il B&B “L’Orchidea” dove è avvenuta la tragedia; Tuzza Augugliaro, proprietaria dell’immobile in cui si trova la struttura ricettiva; Bartolomeo Altese, titolare del panificio situato al piano terra dello stabile. La posizione di un quarto imputato, Antonino Serafico, è al momento sospesa per motivi di salute. Il gas che ha avvelenato Fabio e Alessio sarebbe fuoriuscito dalla canna fumaria del panificio, che partendo dal piano terra sale su e attraversa tutto lo stabile, nella notte del 16 agosto 2016. La famiglia di Fabio, che si è costituita parte civile al processo, è tutelata dagli avvocati Elena Libone e Fabrizio Pelletti. (m.t.)
In realtà il dibattimento vero e proprio inizierà il 27 febbraio, con i primi testimoni dell’accusa e le parti civili: quella di ieri è stata un’udienza tecnica, in cui sono state formalizzate alcune questioni. Come la costituzione di parte civile per Emilio Maccheroni, padre di Fabio. Il giudice, inoltre, ha respinto le eccezioni presentate dagli avvocati difensori degli imputati per quando riguarda l’accusa di lesioni gravissime a danno di Alessio Menicucci, l’amico di Fabio che era in vacanza con lui e che è stato avvelenato a sua volta dal monossido. Riuscendo, però, a sopravvivere.
Gli imputati di questo processo sono Benedetta Serafico, l’imprenditrice che gestisce il B&B “L’Orchidea” dove è avvenuta la tragedia; Tuzza Augugliaro, proprietaria dell’immobile in cui si trova la struttura ricettiva; Bartolomeo Altese, titolare del panificio situato al piano terra dello stabile. La posizione di un quarto imputato, Antonino Serafico, è al momento sospesa per motivi di salute. Il gas che ha avvelenato Fabio e Alessio sarebbe fuoriuscito dalla canna fumaria del panificio, che partendo dal piano terra sale su e attraversa tutto lo stabile, nella notte del 16 agosto 2016. La famiglia di Fabio, che si è costituita parte civile al processo, è tutelata dagli avvocati Elena Libone e Fabrizio Pelletti. (m.t.)
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