Toscana
Vento di elezioni politiche: incognita Del Ghingaro
di Donatella Francesconi
Il sindaco avrebbe dovuto già dimettersi, ma c’è un precedente del 2008 Per i Cinque stelle c’è anche Gianluca Ferrara, saggista ed editore
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VIAREGGIO. La corsa alle candidature è già quasi a metà per tutte le forze politiche lanciate verso le elezioni del 4 marzo. Gli accordi tra i partiti delle coalizioni definiscono collegi e posizioni da occupare all’interno degli stessi. Entro il 31 gennaio liste e nominativi devono essere depositati e a quel ponto i giochi saranno fatti. In questo quadro, a Viareggio, continua ad aggirarsi il fantasma della candidatura del sindaco Giorgio Del Ghingaro, a proposito della quale si discuterebbe anche a Roma. Del Ghingaro non è più iscritto al Partito democratico dal 2016, anno successivo al suo insediamento in Municipio a Viareggio, e non ha aderito ad Mdp pur simpatizzando per la nuova formazione politica e avendo cercato, nelle settimane delle vacanze natalizie, un incontro con Pietro Grasso, oggi leader di “Liberi e Uguali”.
Ammesso che si sia in una condizione di lieve anticipo sulla scadenza naturale della legislatura, e dunque che le Camere siano state sciolte con qualche giorno di anticipo, va ricordato che i sindaci dei Comuni sopra i ventunomila abitanti - per candidarsi alle elezioni politiche in questo quadro - dovevano dimettersi entro sette giorni dallo scioglimento delle Camere. Cosa che Del Ghingaro non ha fatto. Ed allora, perché tanta attesa e tanto dibattito politico intorno ad una ancora possibile candidatura? Perché c’è un precedente, datato 2008 a Brescia: il sindaco che si candidò e fu eletto, venne poi dichiarato ineleggibile dalla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari. Giunta che comunicò la propria decisione alla Camera, ma la Camera la respinse e Paolo Corsini rimase in Parlamento. Se fosse andata diversamente, nel Collegio di Corsini si sarebbe tornati al voto.
Certo, comunque, per avviare la corsa Del Ghingaro si dovrebbe comune dimettere. Interpellato dal “Tirreno” ieri ha risposto elencando tutti i temi amministrativi locali sui quali è impegnato in questi giorni di inizio anno: «Oggi è così, domani chissà» perché «del doman non c’è certezza». Frase che sembra lasciare uno spiraglio sul tema.
Anche se, negli ultimi giorni, si è fatta insistente e ripetuta la voce di una possibile candidatura del vice sindaco Valter Alberici. Il quale si limita a rispondere: «Si dicono tante cose...».
Sul fronte centrodestra, invece, per Fratelli d’Italia Riccardo Zucconi è pronto a riprovarci e dichiara: «Ho dato la mia disponibilità al partito, come hanno fatto altri».
Per la Lega, dopo l’incontro a livello nazionale per definire la coalizione, dovrebbe essere più facile sciogliere il nodo di una possibile candidatura per l’avvocato Massimiliano Baldini, impegnato come sempre nella sua attività in consiglio comunale come capogruppo del Movimento cittadini.
Candidature locali anche per il Movimento Cinque stelle, per le quali bisogna attendere l’esito della consultazione on line che ha visto correre Enrico Santambrogio, nel Movimento dalla sua fondazione e Gianluca Ferrara, saggista e direttore editoriale di “Dissensi Edizioni”, autore tra l’altro del saggio “L’Impero del male, i crimini nascosti degli Stati Uniti da Truman a Trump”. Impossibile non sottolineare un dato: la politica a Viareggio ed in Versilia rimane cosa da uomini.
Ammesso che si sia in una condizione di lieve anticipo sulla scadenza naturale della legislatura, e dunque che le Camere siano state sciolte con qualche giorno di anticipo, va ricordato che i sindaci dei Comuni sopra i ventunomila abitanti - per candidarsi alle elezioni politiche in questo quadro - dovevano dimettersi entro sette giorni dallo scioglimento delle Camere. Cosa che Del Ghingaro non ha fatto. Ed allora, perché tanta attesa e tanto dibattito politico intorno ad una ancora possibile candidatura? Perché c’è un precedente, datato 2008 a Brescia: il sindaco che si candidò e fu eletto, venne poi dichiarato ineleggibile dalla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari. Giunta che comunicò la propria decisione alla Camera, ma la Camera la respinse e Paolo Corsini rimase in Parlamento. Se fosse andata diversamente, nel Collegio di Corsini si sarebbe tornati al voto.
Certo, comunque, per avviare la corsa Del Ghingaro si dovrebbe comune dimettere. Interpellato dal “Tirreno” ieri ha risposto elencando tutti i temi amministrativi locali sui quali è impegnato in questi giorni di inizio anno: «Oggi è così, domani chissà» perché «del doman non c’è certezza». Frase che sembra lasciare uno spiraglio sul tema.
Anche se, negli ultimi giorni, si è fatta insistente e ripetuta la voce di una possibile candidatura del vice sindaco Valter Alberici. Il quale si limita a rispondere: «Si dicono tante cose...».
Sul fronte centrodestra, invece, per Fratelli d’Italia Riccardo Zucconi è pronto a riprovarci e dichiara: «Ho dato la mia disponibilità al partito, come hanno fatto altri».
Per la Lega, dopo l’incontro a livello nazionale per definire la coalizione, dovrebbe essere più facile sciogliere il nodo di una possibile candidatura per l’avvocato Massimiliano Baldini, impegnato come sempre nella sua attività in consiglio comunale come capogruppo del Movimento cittadini.
Candidature locali anche per il Movimento Cinque stelle, per le quali bisogna attendere l’esito della consultazione on line che ha visto correre Enrico Santambrogio, nel Movimento dalla sua fondazione e Gianluca Ferrara, saggista e direttore editoriale di “Dissensi Edizioni”, autore tra l’altro del saggio “L’Impero del male, i crimini nascosti degli Stati Uniti da Truman a Trump”. Impossibile non sottolineare un dato: la politica a Viareggio ed in Versilia rimane cosa da uomini.
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